San Raffaele Ceglie, Amati: “Repliche Angelucci e Fondazione come Don Abbondio. Tante parole per non dire di Don Rodrigo. Il personale sarà tutelato”

 “Le repliche di Angelucci e della Fondazione San Raffaele sui licenziamenti al Centro di riabilitazione di Ceglie Messapica, additando come causa, in modo abnorme e giuridicamente inconsistente, l’approvazione della legge sull’internalizzazione del servizio, somigliano alle giustificazioni date da Don Abbondio a Renzo sulla mancata celebrazione del matrimonio; e il tutto per non dire che dietro questa storia c’è don Rodrigo, ovvero la volontà di strumentalizzare il personale in servizio contro la Regione Puglia. Infatti: che la Fondazione faccia capo agli Angelucci è un dato di fatto indiscutibile, tranne la volontà di cincischiare e imbrogliare le carte. È un dato di fatto, inoltre, che la cessazione dei rapporti di lavoro, prescindendo dalla qualificazione giuridica, non possono essere la conseguenza dell’approvazione della legge regionale, poiché sino all’ultimo giorno del servizio la Fondazione è obbligata ad assicurare i target di assistenza previsti dalle leggi e dai regolamenti. Se in queste ore la Fondazione sta interrompendo i rapporti di lavoro, senza aver subito alcuna contrazione di posti letto, due sono i casi: o il personale in servizio era in esubero (ma su questo basta chiedere notizie ai sindacati, anche con riferimento ai ritardi nei pagamenti), oppure si sta usando il personale per intimidire il Consiglio regionale, scatenandolo contro la legittima decisione politica di far tornare nel servizio pubblico la riabilitazione intensiva. Propendo per questa seconda ipotesi, poiché altrimenti non avrebbe alcun senso logico oltre che giuridico, indicare nella lettera di cessazione del rapporto di lavoro, quale motivazione, il mio contributo politico e quello del presidente Emiliano nel procedimento di promozione e approvazione della legge regionale d’internalizzazione. Anzi, mi piacerebbe sapere il nome degli avvocati che hanno suggerito alla Fondazione la legittimità di quella motivazione. E invece diciamoci la verità: il personale in servizio presso il centro di Ceglie Messapica è appena sufficiente a rispettare le norme sul fabbisogno, rispetto ai moduli assegnati, per cui l’intento della Fondazione consiste nell’istigare il personale contro la decisione della Regione, così da poter sperare in passi indietro, che però non verranno mai, perché la riabilitazione intensiva deve essere pubblica e che è intenzione della Regione garantire in ogni modo tutti i livelli occupazionali. Dica piuttosto la Fondazione San Raffaele perché il primario del presidio, la dott.ssa Crocifissa Lanzillotti, si è dimessa dall’incarico, pur a costo di restare senza lavoro, nonostante sia annoverabile tra le migliori professioniste del settore, nonché dotata di un raro senso dell’umanità e del dovere medico. Rispondano su queste cose gli Angelucci e la Fondazione, e la smettano d’interferire con le decisioni della Regione Puglia, utilizzando il ruolo politico, la forza mediatica o economica, per indurre al tradimento del servizio sanitario pubblico e dei cittadini pugliesi.”

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