Aeroporto di Brindisi, Cavaliere (FdI): “Conseguenza di classe politica sorda e mediocre”

Luciano Cavaliere

BRINDISI –  “È in atto un tentativo meticolosamente articolato nel depauperare totalmente la nostra provincia e ridimensionarne le potenzialità di crescita, ultimo atto in ordine di tempo l’ipotesi di ridimensionamento del nostro aeroporto”.

Lo sostiene il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Luciano Cavaliere. “Gli artefici di questo ingegnoso piano? Michele Emiliano e il Partito Democratico. Ma andiamo per ordine, il ministro Del Rio, ha intrapreso lo sciopero della fame come segno di protesta per la mancata discussione in aula dell’ius soli quando invece dovrebbe scioperare contro se stesso per l’abominio che ha creato con la sua legge sul declassamento delle Province. La presunzione secondo cui il PD fosse convinto di vincere la campagna referendaria dello scorso dicembre, è stata talmente evidente tanto da indurre lo stesso Del Rio a non immaginare alcuna via di uscita per le Province, qualora gli Italiani avessero bocciato la riforma costituzionale. E così le stesse istituzioni, oggi vivono in un limbo, declassate ad ente di secondo livello, ridimensionati nella gestione dei fondi ma operativi a tutti gli effetti, infatti nei bilanci trovano spazio servizi fondamentali per la vita dei cittadini, spese spesso incomprimibili come ad esempio la tutela del territorio ed la protezione dell’ambiente, la sicurezza delle strade, le scuole e il diritto per i diversamente abili ad usufruire delle strutture scolastiche. Ne sa qualcosa il presidente Bruno che a giorni alterni annuncia le dimissioni, più per giustificarsi dinanzi ai dipendenti del Santa Teresa o alle famiglie dei ragazzi disabili che hanno visto venir meno il principio di continuità per il servizio di assistenza nelle scuole, che realmente come atto di protesta nei confronti dei suoi tutor politici. E così mentre i parlamentari locali, soprattutto del PD, fanno orecchie da mercanti, il Presidente Emiliano non perde occasione per fare di Brindisi uno dei suoi campi di battaglia per la sua disputa interna al Partito Democratico, emblematica l’assenza di esponenti della nostra provincia dalla squadra di governo regionale. D’altronde – continua Cavaliere – è facile capire anche come Emiliano, da primo contestatore della riforma vendoliana sia diventato il primo sostenitore, tanto da continuarne il suo operato, un riordino ospedaliero fatto rigorosamente a tavolino senza alcun coinvolgimento del territorio, basta chiedere ai cittadini di Ostuni, Fasano, Mesagne, Francavilla e San Pietro Vernotico, quando Fratelli d’Italia chiese un appuntamento per illustrare alcune proposte, ci fu risposto che per noi e la nostra provincia il Presidente non aveva tempo. Ma tornando all’attualità, è notizia di questi giorni il via libera della Regione sull’aeroporto di Grottaglie. Abilitare l’aeroporto tarantino, non necessariamente significa impoverire quello di Brindisi ma nei fatti, e nei numeri, è quello che ci si può aspettare, Fratelli d’Italia monitora da tempo la situazione dell’aeroporto brindisino, da quando, il 12 gennaio 2016, l’on. Rampelli interrogó il Ministro dello Sviluppo Economico sul mancato accordo tra la regione e la compagnia low-cost, Ryanair e con l’esplicita ammissione del Ministro, risposta pervenuta il 9 giugno del 2017, di un ridimensionamento di voli. Ma Emiliano si è posto il problema di quanto calerebbe il numero dei passeggeri che dal versante tarantino ad oggi si rivolgono allo scalo brindisino? Stiamo andando incontro ad una guerra tra poveri, perché nonostante le legittime richieste che possono giungere dalla provincia ionica, a conti fatti anziché avere un aeroporto tra le due province capace di sostenersi grazie al traffico aereo (direttamente proporzionale alla domanda, e quindi ai passeggeri), ci troveremmo di fronte a due realtà entrambe precarie che non sarebbero capaci di giustificare la loro presenza. Sarebbe curioso capire, in tal caso, se e come le compagnie low cost, Ryanair in primis, si dividerebbero trai due scali. Ovviamente adesso tutte le forze politiche inizieranno a fare a gara per dire che tutto ciò è inaudito, è una vergogna, qualcuno si strapperà le vesti, altri si tireranno i capelli, ma l’unica cosa di cui bisogna davvero vergognarsi è questa classe politica volutamente sorda e inconsapevolmente mediocre che non rispetta il proprio territorio ma pronta ad adulare il proprio presidente della Regione o di Partito perché le elezioni arrivano presto e i seggi saranno bloccati”.

LASCIA UN COMMENTO