“Venga nominato subito il Prefetto, serve un uomo dello Stato sul territorio”

Claudio Niccoli

Non mi piace fare polemica con le istituzioni che rappresentano lo stato, ho profondo rispetto dei livelli istituzionali, delle regole democratiche e dei ruoli apicali di rappresentatività.

Ma risultano strane , ed incomprensibili le motivazioni del ritardo sulla nomina del nuovo prefetto di Brindisi, come giustamente sottolineato anche dall’intervento dell’On. Mauro Dattis, atteso anche le innumerevoli vertenze sul territorio ed il livello allarmante dei fenomeni malavitosi in tutta la Provincia.

Ma la riflessione che mi viene spontanea è come mai, con la caduta della Sindaca Carluccio in un giorno fu nominato Prefetto e Commissario prefettizio che venivano entrambi da fuori. Fu un caso? Accadde tutto per coincidenze ? O qualcuno era intervenuto a gamba tesa , sopratutto sulla nomina del Commissario Prefettizio, che credo abbia battuto tutti i record in Italia come tempestività di nomina . Esisteva un disegno strategico politico da parte di un partito allora di governo per condurre le nomine, sperando di avere sul territorio dei benefici ? Io ho sempre creduto di si!! Ero convinto allora come adesso che il lavoro fatto in equipe dal Commissario Prefettizio risentisse di questa presenza ingombrante, molti atti erano segnati da quel peccato ab origine.

La verità ha tempi lunghi , ma alla fine emerge.

Ho sempre pensato che lo Stato è e deve essere al di sopra delle parti, esso deve rappresentare il baluardo della democrazia , la difesa di tutti i cittadini di una nazione . Chi rappresenta lo stato in tutte le sue forme ha l’obbligo di essere primus inter pares,non può nell’esercizio delle sue funzioni rappresentare micro interessi di bottega o di parte.
Abbiamo assistito poco tempo fa sui social, ha un tifo da stadio di funzionari Ministeriali a favore di ex senatori della Repubblica non più rieletti, non è un atteggiamento di chi deve rappresentare lo Stato , ognuno può avere le sue idee ma non può esternarle pubblicamente , danneggerebbe l’asse portante dell’imparzialità dello Stato. “ Tutti i cittadini sono uguali , nei diritti e nei doveri”.

Di solito i Commissari Prefettizi si limitano ad una gestione ordinaria dei Comuni , per lasciare successivamente alla politica e alle forze politiche democraticamente elette onere della gestione e delle linee programmatiche per rilanciare la città. L’ultimo Commissario “Sceriffo”, invece ha fatto esattamente il contrario ha utilizzato l’Amministrazione Comunale come passarella personale, ha convocato innumerevoli conferenze stampa di auto elogio del suo operato , ha quasi scientificamente messo in cattiva luce tutte le forze politiche ad eccezione di una forse, ha contribuito insomma a far crescere in città un populismo disgregante.
Molti allora si spellavano le mani per applaudirlo , sono gli stessi che oggi hanno di fronte una situazione di bilancio non rosea , problemi dati per risolti invece ci sono ancora insomma il tempo o lo sciogliere della neve ha portato a galla le verità.
Spero che questo serva di lezione a chi ha incarichi di responsabilità politica , spero che questo serva a far capire a chi oggi è forza di governo cittadino che il confronto ed il dibattito democratico possono solo essere una risorsa per il territorio , pur rimanendo ognuno nelle proprie posizioni scelte dall’elettorato.
Mi auguro che il ministro Salvini nomini una persona dello Stato e per lo Stato ne abbiamo bisogno.

Claudio NICCOLI

Idea per Brindisi

1 COMMENTO

  1. ho avuto occasione di soffermarmi sulla gestione del comune da parte del commissario prefettizio, rilevando appunto il percorso privilegiato nell’attività di straordinaria amministrazione rispetto a quella ordinaria, nonchè nell’evidenziare, nel momento di apoteosi a ridosso della proclamazione del Consiglio comunale, alcuni provvedimenti che,”inaudita altera parte”, sono stati adottati. E’ evidente la condivisione sull’argomento con l’amico redattore dell’articolo. Con la circostanza, desidero esprimere alcune considerazioni in stretta sintesi. Appare incredibile che gli attuali organi comunali (componenti dell’Assemblea in testa) o forze politiche non abbiano alcunchè da riscontrare su alcuni provvedimenti commissariali che sono di base alla ordinaria gestione dell’Ente? E’ possibile che deliberazioni, per esempio, la n. 65 del 30/7/18 di salvaguardia e assestamento di bilancio, attestante una rosea situazione economico finanziaria del Comune e delle società partecipate, o le numerose delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio che devono soggiacere ad un particolare percorso, o quella relativa all’approvazione della nuova pesatura delle posizioni dirigenziali non debbano essere oggetto di Consiglio? Non sono solo questi i provvedimenti commissariali da conoscere, come ben sai caro amico, anche ai fini eventuali di una reale situazione finanziaria del Comune che ancora oggi viene rinviata dall’assessore al bilancio.
    Brindisi, 24/02/2019 Franco Leoci

LASCIA UN COMMENTO