Anche in Provincia di Brindisi insorgono gli operatori del settore estetico

La pazienza degli operatori del settore servizi alla persona ( estetiste, acconciatori, parrucchiere e barbieri) per la quarantena a cui l’Italia si è sottoposta dopo l’esplosione della pandemia da coronavirus sembra sia finita all’annuncio del nuovo decreto del Presidente del Consiglio Conte il 26 aprile, annunciato in conferenza stampa.

Le categorie di tale settore di tutta Italia, hanno infatti manifestato attraverso i vari mezzi di comunicazione, sconcerto e rabbia per il fatto che ancora una volta non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica (si parla di giugno) e che lo slittamento del riavvio di tali attività ancora una volta, è intollerabile e rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Tra i tanti acconciatori che sta protestando, un giovane parrucchiere di Latiano, Vincenzo Rizzo, che ha voluto esprimere il suo dissenso con una lettera indirizzata direttamente al Presidente del Consiglio. 

Ecco la lettera

La salute è fondamentale per la vita di un popolo, ma, il Governo ha abbandonato e buttato nel baratro centinaia di migliaia di artigiani che curano la bellezza degli Italiani stessi. La gente ha bisogno dei parrucchieri perché in questo momento sfidante hanno la necessità di dare valore e dignità alla cura estetica, perché non è solo farsi la ricrescita o il taglio, ma , è un vero e proprio rituale rigenerante per la salute psicologica, dopo più di 50 giorni di quarantena. Siamo i locali che garantiscono pulizia e igiene già da prima che il governo ci chiudesse. Fateci riaprire, ne và della salute psicologica della gente. 

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