Lo Shuttle e la Circolare del mare si faranno. Viceversa, i danni non saranno pagati dal Comune

BRINDISI – Il progetto dello Shuttle andrà avanti: è questo quanto emerso dall’interlocuzione tra il Comune e la Regione. L’iter per la realizzazione dell’opera criticata da varie parti politiche, infatti, prosegue tra le rassicurazioni fornite dall’Ente regionale, che ha inserito l’intervento nel Piano dei Trasporti 2015-2019.

Per il momento, dunque, è scongiurata l’ipotesi che l’annunciato collegamento ferroviario tra l’aeroporto e la stazione centrale di Brindisi faccia venire meno la realizzazione dello shuttle e della circolare del mare. I due progetti, infatti, non sono ritenuti incompatibili: semmai, vi sarà bisogno di un adeguamento progettuale affinché possano risultare complementari e funzionali agli obiettivi da traguardare, che mirano ad una mobilità sostenibile ed integrata.

Questo, dunque, lo stato dell’arte: ciò non toglie che in futuro potrebbe giungere dalla Regione o dal Ministero dei Trasporti un ripensamento in merito alla realizzazione del collegamento su gomma. Come chiarito tra le parti in causa, però, qualora tale ipotesi dovesse concretizzarsi non si prefigurerebbe comunque alcuna responsabilità in capo al Comune: in soldoni, la ditta aggiudicataria della realizzazione dello shuttle non potrebbe chiedere un risarcimento danni all’Ente comunale – mero recettore del Piano dei Trasporti regionale – ma dovrebbe rivalersi sugli enti sovraordinati al Comune.

In merito all’altro progetto, ovvero quello del raccordo ferroviario, Ferrovie dello Stato sta iniziando a muovere i primi passi, prendendo contezza delle modalità attraverso le quali creare il collegamento. Al momento, la società partecipata dallo Stato pare abbia fissato per il 2023 la fine dei lavori, i quali non dovrebbero avere inizio in tempi brevi. Da superare, infatti, vi sono alcune criticità di natura tecnica, che poi sono le stesse che consigliarono di procedere con il collegamento su gomma. Ed anche sotto l’aspetto economico, non è valutabile al momento se i 60 milioni stanziati dal Governo potranno risultare sufficienti per il completamento dell’opera. Trattandosi comunque di un preciso indirizzo del Ministero dei Trasporti, appare plausibile pensare che qualora l’opera dovesse richiedere un maggiore sforzo economico, lo Stato non si tirerebbe indietro.

Andrea Pezzuto

 

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