Un appuntamento di raro ascolto alle nostre latitudini dove è raro trovare due strumenti sfidanti a duello: in scena Cosimo Prontera (organo) e Francesco Scarcella (clavicembalo)

«Twenty fingers, four hands or two keyboards. Le sonate, i concerti e le pastorali per due tastiere concertanti». È il titolo del concerto in programma sabato 6 gennaio alle ore 20 a Brindisi, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

L’anglosassone conteggio del titolo del concerto, proposto dall’associazione musicale «La Confraternita de’ Musici» – venti dita, quattro mani o a due tastiere – ci introduce in un intrigante ambiente musicale, quello del “duello”. Un duello speciale che si consuma a “colpi di tastiere” (nell’accezione antica la tastiera era quella dell’organo, del clavicembalo o del clavicordio), nel quale due valenti musicisti si “sfidavano” con le armi dell’abilità tecnica, della qualità espressiva, e perché no, anche quella del divertimento musicale. Celebre fu la sfida all’organo e al clavicembalo che ebbe realmente luogo nel 1708 nel palazzo romano del cardinale Ottoboni fra Händel e Domenico Scarlatti. Durante il soggiorno romano infatti, Händel non solo ebbe modo di incontrare i più importanti musicisti del momento e di comporre musica per ricorrenze sacre e profane, ma anche di esibirsi più volte pubblicamente in amichevoli disfide durante le serate musicali organizzate dai suoi mecenati. Il duello, che ebbe esito salomonico (Scarlatti fu riconosciuto vincitore al cembalo, Händel all’organo), sugellò la nascita di una solida amicizia tra i due musicisti. L’amicizia tra i due duellanti del concerto in programma a Brindisi è già solida e affonda le radici negli anni di studio al conservatorio salentino nelle due rivali classi di organo: parliamo di Cosimo Prontera e Francesco Scarcella, che ritroveremo rispettivamente all’organo e al clavicembalo accompagnati da Maurizio Ria al violone e da Giuseppe Petrella alla tiorba.

Un titolo suggestivo, così come lo è il programma, al quale Prontera ci ha ormai abituati: mai banali, ovvi o scontati ma sempre animati di curiosità, originali, adeguati a fornirci mille spunti e soprattutto a godere della musica.

Un appuntamento di raro ascolto alle nostre latitudini dove è raro trovare i due strumenti sfidanti a duello. Interessante anche il programma diviso in due parti con la prima più accademica e la seconda, quella natalizia, più popolare. Bernardo Storace (1637 ca – 1707 ca): Ballo della battaglia e Ciaccona; Johann G. Walther (1684 – 1748): Concerto appropriato all’organo in Si min. da Antonio Vivaldi (Del Sig. Meck); Johann Tobias Krebs (1689 – 1762): Concerto per organo e cembalo; Antonio Soler (1729 – 1783): Concierto n. 3 in Sol magg.; Giuseppe Aldrovandini (1671 – 1707): Pastorale; Luigi Vecchiotti (1804 – 1863): Pifarata napoletana; Anonimo gallipolino (XVIII sec.): Pastorale.

Fu Girolamo Diruta (1554 – 1610), uno dei più importanti trattatisti, alla fine del XVI sec. ad informarci di una performance in San Marco, a Venezia, in cui due organi suonavano simultaneamente. Erano molte le chiese, nelle diverse città italiane, a possedere due strumenti (Venezia, Milano, Bologna, Firenze, Siena ed altre), a conferma della tesi che voleva l’organaria italiana orientata alla costruzione di strumenti a una tastiera. Il doppio organo serviva nella pratica dell’accompagnamento al doppio coro, pratica che si sviluppò all’inizio del XVI sec. raggiungendo popolarità a Venezia fin dal 1530, con Adrian Willaert maestro di cappella.

Per essere “alla “moda” ne XVI sec., molte chiese si dotarono di un secondo organo. I primi repertori furono alcune trascrizioni di brani vocali polifonici, versioni assai abbellite dei modelli originali. Così le diverse raccolte di Gabrieli, Banchieri, Viadana, Grillo, Cavalli, e tanti altri, cominciarono a mostrarsi indicate per essere eseguite a due tastiere. Ma soltanto attorno al 1736 rancesco Feroci (organista della Cattedrale di Firenze tra il 1719 e il 1744) compose il primo brano originale esplicitamente destinato a due organi: concerto alternato col primo e secondo organo. Infine, sono stati ritrovati, negli archivi italiani, molti lavori, soprattutto manoscritti, contenenti brani originali (sonate, pastorali, fantasie) e trascrizioni (spesso da opere di Rossini, Donizetti e Verdi) del periodo che va dal Settecento ai primi del Novecento, una varietà che ha arricchito il repertorio di musiche a due organi (o per due tastiere).

Il concerto ha il patrocinio morale dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni ed è sponsorizzato da ENEL.

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