“Le compensazioni Snam a Torre Rossa escono dalla porta e rientrano dalla finestra”

Ci sembra di rivedere l’esilarante sketch di Totò nel film “Totò truffa” quando riuscì a vendere la fontana di Trevi ad un ingenuo italiano oriundo trasferitosi dall’America in Italia.
E così è la storiella delle compensazioni di Snam.
C’è qualcuno che con fastidiosa petulanza sta insistendo per far realizzare a Snam le opere di urbanizzazione in località Torre Rossa a Tuturano e far passare l’operazione come compensazione di Snam.
Probabilmente vorrebbe farla passare come una lodevole iniziativa da parte di Snam, magari farla passare come una gentile concessione che Snam ha voluto fare al territorio, quasi a lenire il “disturbo” arrecato nella realizzazione del gasdotto di interconnessione TAP/Snam.
La precedente amministrazione non ha mai preso sul serio una simile proposta, forse perché aveva validi motivi.
La precedente amministrazione avrà senz’altroesaminato la situazionein quella località, avrà senz’altro verificato lasussistenza o meno delle condizioni per sanare eventuali criticitàemerse dal punto di vista legale.
E se ha ritenuto di non dare corda a questa strana trovataè perché avrà avuto la paleseevidenza che non sussistono le condizioni per permettere a Snam di procedere a realizzare le opere di urbanizzazione a Torre Rossa.
Evidentemente laprecedente amministrazione si sarà guardata bene dal legittimare atti illegittimi e determinare un pericoloso precedente.
Anche noi auspichiamo di trovare in tempi rapidi la soluzione per gli abitanti di Torre Rossa ma riteniamo che la soluzione non potrà mai passare attraverso forzature e/o attraverso canali inappropriati e inopportuni come questo.
Seguiamo le vicissitudini di Snam su tutto il territorio nazionale e conosciamo queste sue dinamiche.
Per quel che ci risulta, in nessuna parte Snam ha elargito compensazioni al territorio, nemmeno dove gli impatti ambientali sono stati di una certa rilevanza.
Figuriamoci se Snam dovesse farlo proprio ora, proprio a Torre Rossa, dopo che durante i lavoridella posa in opera del gasdotto si è causato il prosciugamento della falda che alimenta il Canale Li Siedi che passa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC), Riserva Naturale Regionale Orientata, del Bosco di Tramazzone.
L’interruzione del canale e il suo prosciugamento non solo hanno lasciato diverse aziende senz’acqua, ma rischiano di compromettere il delicato equilibrio del bosco di Cerano/Tramazzone, che proprio grazie alla presenza di quel canale ha un microclima umido che permette la presenza di piante che negli altri boschi salentini non si trovano.
In quella occasione Snamsi sarebbe potuta prontamente proporre per riparare il danno alla falda ma non ci risulta che l’abbia fatto.
Ha pensato bene di rendersi disponibile offrendosi a “sollecitazione stimolata” per elargire un’elemosina, ma di riparare il danno alla falda non se ne parla.
Immaginate se Snam dovesse dare compensazioni e/o ristori ovunque sia passata, ovunque le sue opere impattano sull’ambiente del territorio attraversato, vi pare che potrebbe continuare a fare gasdotti a costi così elevati?
Lo abbiamo visto di recente a Piombino quali sono state le compensazioni di Snam alla città che è costretta ad ospitarenel porto una sua nave rigassificatrice, la Golar Tundra, a poche centinaia di metri dal centro abitato con una procedura di autorizzazione che lascia molto perplessinon solo nella forma ma soprattutto nella sostanza: procedura che è tuttora oggetto di discussione nelle aule dei Tribunali.
Snam a Piombino non ha dato nulla, neppure un solo centesimo.
Ovunque le compensazioni ai territori sono sempre state sbandierate come annunci, come promesse buttate lì, con lo scopo di imbonire i cittadini e indurli ad accettare supinamente qualsiasi megarealizzazione sotto le proprie abitazioni.
E purtroppo questo non vale solo per Snam.
Va chiaramentedetto e ricordato che oggi TAP è sotto processo per i gravissimi danni ambientali correlatialla realizzazione del gasdotto a Melendugno.
Il gasdotto Snam, quello durante i cui lavori si è prosciugata la falda che alimenta il Canale Li Siedi, è la diretta conseguenza di quel danno ambientale fatto all’origine.
Stiamo parlando ovviamente del gasdotto di interconnessione TAP/Snam che è lo stesso tubo che parte da San Basilio a Melendugno e arriva a Matagiola a Brindisi.
E’ certo che se Snam, oggi dovesse dare un solo centesimo e farlo passare implicitamente come “compensazione” trovando un accordo con la Pubblica Amministrazione, non farebbe altro che dare una buona immagine di sé nell’ipotesi di futuri contestazioni e contenziosi.
E se per assurdo dovessimo parlare di compensazioni piuttosto di ristori vorrà dire come minimo che le stesse dovranno essere estese a tutti i comuni, da Melendugno a Brindisi, in cui il gasdotto di interconnessione TAP/SNAM passa.
Di certo questa “provvidenza” di SNAM non potrà mai valere solo per Torre Rossa per le evidenti ragioni che non stiamo qui a spiegare.
Non vorremmo, a questo punto, che quello che era uscito dalla porta della precedente amministrazione possa rientrare dalla finestra della nuova amministrazione.
Non vorremmo cheil Sindaco di Brindisi si faccia condizionare da chi ora sta cavalcando l’onda della nuova configurazione politica del Consiglio Comunale e ne vuole approfittare per indurre la nuova amministrazione comunale a legittimare atti illegittimi.
Altrimenti diremo al Sindaco non sarà più credibile quando in città, nel Consiglio Comunale e in ogni luogo, sarà chiamato a parlare di rispetto della legalità.

Movimento NO TAP/Snam Brindisi
WWF Brindisi
Medicina Democratica Brindisi
Salute Pubblica Brindisi
Italia Nostra Brindisi
NO al Carbone Brindisi
Forum Ambiente e Salute Brindisi

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1 COMMENTO

  1. Io ho lavorato nella Sicurezza degli uffici Tap x 3 anni e, a parte la precarietà dei suoi dipendenti so che dovunque sia passata ha elargito opere importanti… Addirittura un mio amico che fa il tecnico in Albania mi ha riferito che Tap ha realizzato strade, parcheggi e scuole.. Quindi che non si dicano fesserie

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