Coronavirus, Adoc: “Notevoli disagi per sospensione prestazioni sanitarie cosiddette non urgenti”

Stanno determinando notevoli disagi, anche  alle fasce della popolazione in stato di bisogno, i provvedimenti emessi dalla Regione Puglia in riferimento alla sospensione delle prestazioni sanitarie cosiddette non urgenti. Già nella mattinata odierna centinaia di utenti recatosi presso le strutture sanitarie pubbliche della provincia hanno avuto l’amara sorpresa di vedersi negare una prestazione senza preavviso. Parliamo non solo di analisi di routine ma anche di controlli diagnostici a seguito di ricovero ospedaliero che consentono di monitorare lo stato di salute del cittadino anche per gravi patologie legate all’apparato respiratorio. Una situazione paradossale che non consente né di usufruire delle strutture pubbliche né di rivolgersi a strutture private stante la difficoltà economica delle famiglie ed i tempi di attesa. In aggiunta per esami di un certo costo non è consentito neanche il rimborso immediato della prestazione non eseguita se non tramite lunghe ed articolate procedure. Per quanto sopra chi si è già fatto già carico dei costi anche non trascurabili per una prestazione ha serie difficoltà nel procedere optando per soluzioni alternative. Intanto, preoccupa l’escalation dei casi accertati di Covid – 19 anche nel nostro territorio. Numeri che al momento non destano allarme per la tenuta del sistema sanitario locale ma che potrebbero secondo gli esperti incrementarsi se non si dovesse arginare la diffusione anche attraverso la stretta applicazione del distanziometro sociale. A tal proposito i cittadini si chiedono come la sanità pugliese e quella territoriale si stia organizzando e potenziando attraverso l’incremento di posti letto di terapia intensiva. L’esperienza lombarda già al limite della sostenibilità parla di personale sanitario in forte sofferenza e reparti insufficienti. Dover decidere su chi intervenire è esercizio deprecabile che speriamo di non dover né commentare né denunciare .

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