BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo nota del sindacato Cobas, a firma di Roberto Aprile.

“Il Sindacato Cobas esprime solidarietà al parroco della chiesa San Nicola del Paradiso, Cosimo Zecca, oggetto di una volgare contestazione da parte di noti personaggi politici di destra che gli rimproverano una solidarietà ai migranti ,fatta invece di sola coerenza ai principi cristiani. A questi personaggi piacciono forse i preti che fanno il saluto romano mentre celebrano messe in suffragio a Benito Mussolini. In questi giorni  il Sindacato Cobas ,per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione anche di tipo elettorale, ha  chiesto un incontro con la gestione commissariale del comune di Brindisi per chiedere quali sono le decisioni che si intendono realizzare per affrontare  il problema dei cittadini brindisini che provengono da altre nazioni residenti al dormitorio di via Provinciale San Vito. Negli anni scorsi avevamo scritto ed informato le autorità competenti che c’erano  residenti al dormitorio che da anni cercano una casa non riuscendovi. Le difficoltà a trovare casa avvengono per altri cittadini Brindisini che vengono sfrattati. Cittadini che pur ottenendo il sostegno economico del Comune di Brindisi non riescono a trovare una nuova  casa perché i padroni degli appartamenti appena sentono sfrattati e Comune di Brindisi alzano le mani. Di esperienza ne abbiamo avute tante, sostenendo per mesi  famiglie che dormivano nei  cartoni e nelle macchine. Riproponiamo   quindi  la nascita di una Agenzia Casa in cui il Comune svolga un ruolo di garante. Il Sindacato Cobas è inoltre contrario al possibile  utilizzo di capannoni od altro per risolvere il  problema del dormitorio  . Il Cobas  chiede che vengano utilizzate le case confiscate, che vengano requisiti immobili inutilizzati ,  per dare un tetto non solo ai cittadini brindisini di via provinciale san vito ma a tutti quelli che ne hanno bisogno. Le passate amministrazioni hanno sempre affermato che non c’erano regolamenti per assegnare le case confiscate agli sfrattati e a chi ne aveva bisogno. È ora che tutto questo venga fatto il più presto possibile anche alla luce di avvenimenti nazionali come quelli accaduti a Roma nei giorni scorsi. Le cose accadute a Roma sono riuscite  a  portare  alla attenzione della opinione pubblica il problema della casa  ,della speculazione economica dei palazzinari e di uno stato che non costruisce più case popolari da 40 anni”.

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