BRINDISI – Le tre Segreterie Nazionali FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL seguono con costante attenzione l’inchiesta in corso, che riguarda tre industrie in Puglia e tra queste la Centrale ENEL di Brindisi, per l’uso delle ceneri prodotte dalla Centrale in altri processi produttivi.

Pur prendendo positivamente atto che, a detta della Procura della Repubblica, non vi sono pericoli per la salute dei Lavoratori e dei Cittadini del territorio brindisino e non avendo competenze per entrare nel merito di un argomento – l’utilizzo delle ceneri risultanti dal processo di combustione in altri cicli industriali – così complesso e regolato da standard scientifici ben codificati e da specifiche Autorizzazioni Integrate Ambientali, il cui rispetto è costantemente monitorato dagli Organismi statali competenti, auspichiamo che possa essere fatta in tempi rapidi piena luce su quanto contestato, per non mettere a rischio la continuità produttiva della Centrale stessa e la conseguente serenità occupazionale, delle maestranze dirette e dell’indotto.

Ricordiamo che la Centrale di Brindisi Sud – rientrando nell’elenco degli impianti essenziali per la sicurezza del servizio elettrico italiano, pubblicato da TERNA S.p.A. – rappresenta un elemento imprescindibile del sistema di produzione italiano e che pertanto le conseguenze di un blocco della produzione avrebbe strascichi insostenibili sul fronte dell’alimentazione di tutto il Sud della penisola, data l’impossibilità, ad Infrastrutture date, di “rialimentare” con potenza prodotta da altri Impianti la rete del Mezzogiorno.

Evidenziamo, infine, che attualmente presso l’Impianto operano, tra lavoratori diretti ed indiretti, circa 1200 lavoratori, e che quindi la crisi occupazionale che deriverebbe da una fermata dello stesso sarebbe devastante.

Tutela ambientale ed occupazione non sono in opposizione fra loro, ma devono essere, grazie al rispetto delle norme esistenti, equamente tutelate a difesa degli interessi generali del Paese.

Per parte sindacale FILCTEM-CGIL FLAEI-CISL UILTEC-UIL auspicano che si colga l’occasione per accelerare il processo di discussione, già sollecitata dal sindacato, sul futuro produttivo di un sito così importante per il territorio, anche nell’ottica di un graduale superamento dell’uso del carbone.

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