Illustrissimo Presidente,
sono Dario Vassallo, fratello di Angelo, “Il Sindaco Pescatore” ucciso a Pollica il 5 settembre 2010.
Sono costretto a scriverLe , in quanto abbiamo appreso da fonti giornalistiche che la Procura di Salerno si appresta a chiudere le indagini sull’omicidio del Sindaco di Pollica.
Riteniamo che questa decisione, se fosse vera, sarebbe inopportuna e ingiusta per un Paese civile.
Non è accettabile che lo Stato rinunci a cercare chi ha ucciso lo Stato, ricordando a Lei e a tutti gli italiani che Angelo era nel pieno delle sue funzioni di Sindaco.
Spero per la giustizia italiana, che venga solo chiuso questo filone di indagine e riaperto un altro filone al fine di arrivare alla verità.
Non faccia come il ministro Andrea Orlando che il 6 settembre 2017, il giorno dopo la commemorazione di Angelo, avvenuta in tutta Italia , attraverso le pagine di ” La Repubblica” mi faceva comunicare dai suoi collaboratori che presto mi avrebbe ricevuto, ma poi, dopo un mese di attesa , ad una mia telefonata fatta al Ministero della Giustizia mi risposero che dovevo fare una richiesta scritta, e una volta fatta la richiesta nessuno si è degnato di rispondermi.
Sono milioni gli italiani che aspettano una sua risposta, un suo gesto, che non deve essere da me elemosinato, perchè la giustizia non deve essere elemosinata.
E’ ‘ lo Stato che deve dare risposta a noi, perchè siamo noi che abbiamo dato a questo Paese la parte migliore della nostra famiglia.
Noi abbiamo dato Angelo, il nostro sangue per il nostro Paese.
Quando viene ucciso un Sindaco viene ucciso lo Stato, e se quest’ultimo rinuncia a cercare i colpevoli, significa che vuole diventare complice di un omicidio.
Lei vuole permettere questo?
Con osservanza.
Dario Vassallo
Presidente Fondazione Angelo Vassallo.









































