Urbanistica, Idea per Francavilla: «Da Forza Italia una lettura miope e semplicistica. La città non si sviluppa contando soltanto i metri cubi di cemento»

«L’urbanistica è una materia troppo seria e complessa per essere affrontata con la superficialità e la retorica che caratterizzano, ancora una volta, le dichiarazioni di Forza Italia. Un approccio semplicistico, privo di una reale analisi dei contenuti degli strumenti urbanistici e, soprattutto, di qualsiasi proposta alternativa che abbia un minimo di concretezza.

Sarebbe interessante, innanzitutto, comprendere per quali ragioni, secondo Forza Italia, sarebbe stato preferibile mantenere Francavilla Fontana ancorata a un Piano di Fabbricazione del 1977, concepito quasi cinquant’anni fa, in un contesto economico, sociale, ambientale e normativo profondamente diverso da quello attuale.

Si omette, evidentemente, di considerare che la redazione di un Piano Urbanistico Generale non è un esercizio arbitrario, nel quale un’Amministrazione può decidere liberamente quante volumetrie concedere e dove consentire di costruire. È un procedimento complesso, sottoposto a precisi vincoli e parametri stabiliti dalla legislazione nazionale e regionale, che devono necessariamente essere rispettati per ottenere le attestazioni di compatibilità da parte della Regione Puglia. Attestazioni che il PUG di Francavilla Fontana ha regolarmente ottenuto.

Quanto ai numeri delle pratiche edilizie richiamati da Forza Italia, la loro interpretazione appare quantomeno frettolosa. Si trascura, infatti, una circostanza piuttosto evidente: nei mesi precedenti all’entrata in vigore del nuovo strumento urbanistico si è registrata una comprensibile accelerazione nella presentazione dei progetti edilizi, proprio per beneficiare delle previsioni del precedente regime. Una scelta del tutto legittima da parte dei professionisti e dei committenti, che rende però fuorviante qualsiasi confronto limitato ai primissimi mesi di applicazione del nuovo Piano.

Sarebbe necessario, piuttosto, analizzare l’andamento delle pratiche su un arco temporale significativo, distinguendo le diverse tipologie di intervento e valutando l’effettivo impatto delle nuove disposizioni. Un’analisi certamente meno adatta agli slogan, ma assai più utile a comprendere la realtà.

Soprattutto, Forza Italia sembra ignorare che il PUG non è soltanto uno strumento che disciplina l’edificazione privata, ma un progetto complessivo di sviluppo della città, le cui potenzialità devono ancora dispiegarsi.

Sono state da poco avviate le procedure per acquisire manifestazioni di interesse relative alla realizzazione di servizi nelle aree destinate alle cosiddette ex zone F, mentre un’altra partita fondamentale riguarderà l’attuazione delle zone di espansione. Opportunità che potranno generare investimenti, lavoro, infrastrutture e nuove prospettive di crescita, ma che richiedono inevitabilmente tempi di attuazione incompatibili con la pretesa di giudicare un piano urbanistico dopo pochi mesi.

Ridurre tutto al numero delle pratiche edilizie presentate in un determinato periodo significa dunque adottare una chiave di lettura anacronistica, miope e sostanzialmente disinformata.

Il punto politico, del resto, è proprio questo: per Forza Italia lo sviluppo urbanistico sembra coincidere esclusivamente con la possibilità di costruire di più. Come se la produzione di nuove volumetrie rappresentasse, di per sé, un valore assoluto, indipendentemente dalla sostenibilità ambientale degli interventi, dalla disponibilità di infrastrutture e servizi, dalla tutela del paesaggio e dalla qualità della vita dei cittadini.

Noi abbiamo un’idea diversa. Riteniamo che una città debba certamente offrire opportunità al settore delle costruzioni, che rappresenta una componente importante della nostra economia, ma che queste opportunità debbano inserirsi in una visione equilibrata e sostenibile dello sviluppo urbano.

Questo non significa considerare il PUG uno strumento intoccabile. Al contrario, siamo convinti che la sua applicazione debba essere costantemente monitorata e che eventuali criticità debbano essere affrontate con pragmatismo, attraverso il confronto con professionisti, imprese e cittadini. Ma una cosa è discutere di problemi specifici e proporre correttivi concretamente praticabili, altra cosa è agitare lo spettro della paralisi economica sulla base di qualche dato isolato, senza spiegare quali norme si vorrebbero modificare, in che modo e con quali conseguenze.

Accogliamo quindi con favore l’annunciata intenzione di Forza Italia di confrontarsi con tecnici e operatori del settore. Ci auguriamo soltanto che da questo confronto emergano finalmente proposte circostanziate e non l’ennesima riproposizione di una concezione dell’urbanistica ferma a qualche decennio fa.

Perché governare lo sviluppo di una città significa scegliere come e dove crescere, non semplicemente consentire di costruire ovunque sia possibile.

È questa la differenza tra una visione urbanistica e una somma di interessi edificatori, per quanto legittimi. Ed è su questa differenza che siamo disponibili a confrontarci, nel merito, con chiunque».

Idea per Francavilla

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