BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento di Giorgio Sciarra in merito alla recinzione di Via Del Mare:

E’ difficile trovare il “buon senso” in questa città, figuriamoci in Via del Mare dove credo non sia mai passato. E’ ovvio che l’intravederlo o meno è semplicemente l’espressione di una opinione, per cui posso affermare, sempre nel campo dell’opinabile, che in via del Mare non si è visto alcun buon senso, nè senso logico. Ma anche un’opinione deve essere sorretta da un minimo di fatti concreti.

Il progetto per la security del porto di Brindisi, varato dall’Autorità Portuale è storia lunga e travagliata e si può dire che non ha tenuto in alcun conto gli indirizzi urbanistici approvati dal consiglio comunale, tanto meno l’idea di water front e città d’acqua adottate nel 2005. Non ha neanche voluto tener conto dell’importante investimento riguardante la riqualificazione di via del Mare che si proponeva di valorizzare il suo affaccio sul seno di Levante. Né di meno si è voluto tener conto delle linee programmatiche previste dal Documento Preliminare al Pug che parla di una città che dialoga col mare e col suo porto, di sviluppo compatibile che può venire da una corretta gestione del porto.

In sostanza si è voluto spegnere ogni emozione che un buono strumento di pianificazione può offrire, per sostituirla con un senso claustrofobico dato da una visione di città chiusa, ancora di più lontana dal suo porto.

In questo progetto c’era poco buon senso quando veniva previsto il sistema di sicurezza prolungato sino alla via Dogana (bar Betty), stupidaggine che fortunatamente si evitò grazie soltanto alle proteste che si levarono; non so se sia buon senso prevedere (in aggiunta ai tanti altri) sovradimensionati pali di cemento per il sistema di video sorveglianza. O se c’è buon senso nell’escludere dalla recinzione di sicurezza il capannone della Montecatini rendendone complicatissimo l’accesso e limitandone l’uso futuro ai fini portuali. Ed anche la Soprintendenza ci ha messo del suo perché uno dei motivi che ha supportato la sostituzione dei pannelli trasparenti con la rete di corten è stato il parere formulato di senso completamente opposto a quanto espresso per un’altra opera di via del Mare, quel ponte trasparente, del quale – per inciso – ancora oggi non si comprende il senso e l’utilità.

Il buon senso del Comune e quello dell’Autorità portuale ad un certo punto si sono fusi o meglio confusi visto che il dirigente che, per incarico del Comune, aveva elaborato la progettazione preliminare deiLavori di riqualificazione di Via del Mare, nell’ambito del programma di rigenerazione urbana della città di Brindisi, è lo stesso che poi ha difeso strenuamente le successive scelte dell’Autorità portuale. Il buon senso era presente nel primo progetto che prevedeva i pannelli trasparenti o in quello successivo con la rete metallica?

Giorgio Sciarra

Non si può certo dire che io sia stato un estimatore dell’Amministrazione Carluccio ma non ho potuto che condividere la sua azione d’opposizione in sede legale: era un doveroso atto in difesa degli interessi della città per i motivi sopra esposti.

E qual è il senso di decidere una transazione, in pratica ritirarsi dall’azione giudiziaria, il giorno prima che il Tar esprimesse il suo giudizio di merito? Il Commissario può giurare che sarebbe stato negativo per la città di Brindisi? A quel punto che fretta c’era?

E poi, accettare la proposta dell’Ente portuale senza poterla o volerla spostare di una virgola (40 metri di pannelli trasparenti su oltre 600 metri) significa forse eguale considerazione tra le due amministrazioni pubbliche, chi è soccombente se non quella che rappresenta i cittadini?

Non c’è dubbio che la gestione commissariale può fare quello che le pare (ovviamente nel rispetto delle regole e delle leggi) ma deve seguire quanto meno un filo logico: quali sono i motivi per cui ha ritenuto di ritirarsi da questa diatriba giudiziaria? E quali sono i motivi che ancora non la inducono a ritirare la costituzione ad adiuvandum (a favore di un privato) nella vicenda giudiziaria che riguarda la Fontana Tancredi, un importantissimo bene monumentale, patrimonio storico della città che rischia di essere compromesso dall’iniziativa di un privato e dalla scarsissima attenzione prestata dalla macchina amministrativa comunale. Cos’è, l’applicazione della teoria di un peso e due misure?

Il refrain di cui è stato vittima l’ex sindaco della passata amministrazione era il “chi per lei”, col quale si faceva intendere che c’era qualcuno che decideva al posto suo.

Non è assolutamente credibile che per questa gestione commissariale si possa pensare ad una situazione analoga, ma potrebbe non escludersi che qualcuno suggerisca e avvalori una sua personale versione dei fatti inducendo all’errore.

Ecco, quello che auspico è che questa città ritrovi davvero il buon senso.

Giorgio SCIARRA

1 COMMENTO

  1. Mi permetto solo di aggiungere che la rete metallica è stata pagata per essere di corten invece sembra ferracci di mediocre qualità.
    Magistratura dove sei?

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