BRINDISI – Sta facendo il giro del web un post su facebook in cui si legge testualmente: “Ma la castrazione chimica dovrebbe valere anche per gli stupri commessi dai carabinieri? Strano che nessuno ne parli… mah”.

Fin qui ci può stare, atteso che ognuno è libero di pensarla come crede e che, soprattutto, quando accadono certe cose, è facile lasciarsi andare ai commenti più disparati. Ma ciò che ha scatenato le reazioni ed i commenti rispetto al post in oggetto è stato vedere tra i ‘like’ allo stesso post quello di Don Cosimo Zecca, assurto di recente agli onori della cronaca per avere contestato e contrastato la posizione di chi, negli ultimi giorni, ha manifestato contro la paventata (ma poi rientrata) possibilità di realizzare una tendopoli al quartiere Paradiso.

Il riferimento del post in oggetto è relativo agli stupri di Rimini, per i quali quattro ‘bestie’ (perchè diversamente non si possono definire) hanno violentato una turista polacca, pestato a sangue il suo compagno e violentato poi una prostituta transessuale. Alla prima è stato asportato l’utero e ciò significa che non potrà mai più avere figli. Una storiaccia che ha scatenato le reazioni di tante persone, molte delle quali auspicavano la castrazione chimica per i quattro ‘animali’: due fratelli marocchini di 15 e 17 anni, un nigeriano di 16 ed il ‘capo’ della banda, un congolese di 20 anni.
La notte tra mercoledì e giovedì scorsi, invece, l’altro fattaccio, altrettanto squallido, le cui modalità, tuttavia, sono ancora tutte da verificare: a Firenze, due studentesse americane hanno dichiarato di essere state adescate, ubriache, da due carabinieri in servizio, fuori da una discoteca e poi stuprate appena riaccompagnate a casa. Bestie anche loro, se i fatti venissero confermati.
Bene, a detta dell’estensore del post, nessuno, in questo caso, avrebbe invocato la castrazione chimica per i due militari, in quanto – è evidente dalla frase – gli autori di questo gesto orribile non sono stranieri, ma due carabinieri italianissimi.
Ma ciò che – appunto – ha fatto andare su tutte le furie qualcuno è stato il like apposto dal parroco del Paradiso: “Io e te e altri possiamo mettere un like sotto quel post. Altri che vestono certi abiti no” – scrive Massimo Ciullo del Movimento +39 che prosegue: “Non possiamo crederci. Giudicate voi. Giudichino i buonisti, i misericordiosi, i dispensatori di pace e amore. Giudichi sua eccellenza l’arcivescovo di Brindisi”.
A ruota lo segue Massimiliano Oggiano dell’Associazione Periferia: “Quindi i principi universali del rispetto, della carità, della pietà, della pace, del perdono, della comprensione sono a doppio binario per un prelato della Chiesa cattolica..un cittadino invoca la castrazione chimica per gli stupri commessi dai carabinieri ed un parroco, e non uno qualsiasi, ma don Cosimo Zecca della parrocchia S. Nicola del Paradiso a Brindisi, che sino all’altro giorno ha predicato e sbandierato anche alle testate giornalistiche i summenzionati valori cristiani con in più i principi dell’accglientismo dei migranti a prescindere e senza regole e del buonismo senza se e senza ma, condivide il post in questione mettendo un “mi piace”!!! Mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensano i vari giornalisti ed ex giornalisti, i partiti di sinistra, i movimenti e le associazioni catto comuniste impegnate da subito nella difesa d’ufficio del prelato in questione sulla polemica del dormitorio dei migranti di via provinciale S. Vito con il comitato di quartiere del Paradiso e con le associazioni schierate contro questa indiscriminata gestione dell’accoglienza senza regole ai danni di una corretta integrazione e della popolazione locale. Cosa ne pensa Sua Eccellenza il Vescovo di Brindisi di questo suo prelato che avalla la castrazione chimica dei carabinieri accusati di una presunta violenza sessuale??? Quindi la castrazione chimica dovrebbe valere anche per tutti quei preti accusati e/o condannati per pedofilia o violenza sessuale sui minori?? E stante il fenomeno cosi diffuso ( almeno quello venuto a galla negli ultimi anni e chissà quanti altri episodi sono stati insabbiati) la Chiesa rischierebbe parecchio???!!!“.
Interviene Oreste Pinto: “Perdonami, ma non è un LIKE a favore della castrazione bensì la richiesta di comportamenti coerenti. Ritieni che lo stupro vada punito con la castrazione? Bene. Ma deve valere per tutti. Oppure, caro avvocato, cambiamo le pene a seconda del reo??? E poi un favore una volta per tutte: smettila di girare la frittata. Ti ho già detto che può funzionare con altri ma non con me. Chi provoca è colui che ha scritto il post per sobillare nuovamente contro il Prete, non certo io”.
Poi c’è Omar Miacola (vicino a Brindisi Bene Comune) che difende la posizione di Don Rocco, anzi la interpreta: “Ma lui (Don Cosimo, ndr) mette il mi piace alla domanda, non dice di essere a favore per i carabinieri e contrario per gli altri. Si è solo chiesto perché i partiti (nel caso specifico Salvini) che sventolano la castrazione chimica, in questo caso non dicono nulla? Tutto qui. Se qualcuno lo critica perchè non lo ritiene opportuno per un prete, lo faccia pure ci mancherebbe altro”.
E a proposito di Salvini, anche Paolo Taurino, coordinatore del partito a livello provinciale, dice la sua: “Ma questo è il Prete contrario alla manifestazione organizzata dal Comitato del Rione Paradiso contro la tendopoli? Un razzista con gli abitanti del paradiso che ha avuto la solidarietà da Brindisi Bene Comune ( Riccardo Rossi Giuseppe Cellie Omar Miacola Daniele Pomes ) dal dottor Maurizio Portaluri, e da tutti i buonisti, boldriniani e razzisti con gli abitanti del Paradiso nonché brindisini e italiani? Ma il Papa lo sa?”.
Noi non ci esprimiamo, perchè è giusto che ognuno si faccia la propria idea e che esprima il proprio pensiero, sempre nel rispetto della libertà altrui. Ci permettiamo solo di dire che sarebbe opportuno che un po’ tutti abbassassero i toni e che ognuno facesse ciò che è chiamato a fare, per il ruolo che gli compete. Uno stupro è sempre uno stupro, da chiunque venga perpetrato. Ma è evidente che lo scontro in atto è su ben altri fronti.
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Pamela Spinelli Direttore responsabile |















































