Caro Mauro,
ti scrivo non solo da cittadino che ama profondamente la nostra terra, ma da amico di vecchia data, con il cuore pesante e la rabbia di chi non riesce più a tollerare lo spettacolo indecoroso a cui stiamo assistendo ogni giorno a Palazzo di Città.
Quella che stiamo vivendo a Brindisi non è più politica: è un’agonia lenta e logorante che sta calpestando la dignità della nostra città. Nelle ultime settimane la situazione è completamente esplosa, trasformandosi in una faida continua. Da un lato le tensioni e le note infuocate tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, le accuse pesanti e le allusioni velenose – come quelle lanciate in consiglio comunale sui retroscena e dall’altro un clima surreale in cui sembra che a nessuno importi più del bene comune, ma solo di conservare qualche postazione o di consumare ripicche personali.
Abbiamo sbagliato apertamente nel candidare Marchionna.
Non c’è giorno che i cittadini mi fermino per strada e riconoscano di aver sbagliato a confidare in lui.
È un uomo che è rimasto legato alle logiche e alle modalità di fare politica degli anni ’80, e non è mai stato in grado di adeguarsi ai nostri giorni.
Sai perfettamente che già dopo i primi mesi dall’elezione, e precisamente nel mese di dicembre 2023, andai via una prima volta in quanto mi resi conto immediatamente della situazione imbarazzante alla quale saremmo andati incontro.
Mi hai convinto a rimanere e, solo per il rispetto che nutrivo per te e che nutro ancora, rimasi al mio posto.
Nonostante i ribaltoni interni da parte di chi aveva sete di potere, la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata tristemente.
Siamo stati costretti a imbarcare persone che con la tradizione di Forza Italia non hanno nulla a che vedere.
Questa, badi bene, non è una critica personale, ma semplicemente la constatazione che si è sbagliato a portare dentro il nostro partito persone che non la vedono e non la vedranno mai come noi.
Questo è sotto gli occhi di tutti, dei consiglieri comunali stessi, ma soprattutto della cittadinanza che da sempre ci ha sostenuto e di quella fascia di ceto medio che ha sempre puntato su di te e su di noi, ma che oggi si trova completamente smarrita.
Marchionna, per la sua voglia di rimanere per l’ultima volta nella sua vita al comando dell’amministrazione, ti sta portando a suicidarci e a suicidarti politicamente.
Dovrei essere arrabbiato con te, me lo dice tutta la città, perché avresti dovuto forse difendermi meglio dalle grinfie proprio di coloro i quali poi hanno continuato a maltrattare il partito e lo hanno anche abbandonato per cercare lidi migliori, con più visibilità.
Purtroppo, nonostante il tuo carattere che a volte può sembrare anche duro, sei una persona con dei valori importanti.
Per questo ti perdono, e ti dico anche una cosa: sono pronto a ritornare nel mio partito, perché sono maturi i tempi per un rientro.
Ma da te pretendo, così come lo pretende tutta la città, una svolta importante.
Dobbiamo ripartire assumendoci le nostre responsabilità, e io sono pronto ad assumermele con te; sono sicuro che insieme a me ce ne saranno tantissimi altri disposti a ricostruire un percorso serio con i valori che hanno sempre contraddistinto Forza Italia.
Forse è arrivato proprio il momento di chiederti quello che oramai tanti cittadini vorrebbero: è arrivato il momento di fermare questa giostra del terrore, questa giostra infermale.
Sappiamo benissimo che solo tu puoi farlo. Solo tu.
So quanto vuoi bene a questa città e ti ho seguito sempre in questi ultimi anni, anche nelle stanze romane.
Forse nessuno più di me può testimoniare quanto ti stai battendo per Brindisi, spesso in maniera silente, cercando di conquistare passo dopo passo occasioni di rilancio per il nostro territorio, da sempre maltrattato e vittima della morsa barese e leccese.
Ripartiamo, e soprattutto ripartiamo con te e da te, che sei l’unico vero politico di questa città che abbia tentato e stia riuscendo a costruire qualcosa di importante per il nostro territorio.
Ti chiedo di fare uno sforzo, quello sforzo che potrebbe dare un progetto per i prossimi vent’anni in questo territorio.
Sei l’unico che può farlo, la città lo vuole e lo aspetta.
Ripartiamo, io ci sono, ma la condizione è che tutta questa agonia finisca. Non è facile per me scrivere queste parole, perché so perfettamente che riceverò anche degli attacchi personali per questo, ma non mi sono mai vergognato di dire ciò che penso nella mia vita.
Questo è il momento più importante, forse, della mia vita politica e, siccome amo questa città, non posso fare finta di nulla.
Un abbraccio,
Gianluca Quarta









































