Sulla difesa dall’erosione della costa, la Regione Puglia ha fatto la sua parte e l’ha fatta con serietà. Infatti con l’atto dirigenziale n. 103 del 20 ottobre la Sezione Difesa del suolo ha dichiarato ammissibili le proposte contro l’erosione della costa alta presentate da Brindisi, Carovigno, Fasano, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. È il frutto della misura voluta dalla Giunta regionale con la DGR 280/2026, che destina 26,4 milioni di euro alla difesa della costa pugliese, di cui circa 4 milioni al territorio brindisino.
Per la nostra città non è una circostanza come le altre, perché tra Torre Guaceto e Punta Penne, passando per Giancola e Torre Testa, le falesie arretrano, minacciano la viabilità costiera e sottraggono alla comunità un patrimonio ambientale che deve diventare anche la base del rilancio turistico. Il crollo di Torre Mattarelle ha mostrato che cosa accade quando la costa viene lasciata in abbandono.
La Regione ha scelto un metodo chiaro, fatto di risorse concrete, coordinamento con la Provincia di Brindisi e tempi accelerati, perché difendere la costa significa garantire sicurezza ai cittadini, tutela al paesaggio e sviluppo all’economia. Una costa messa in sicurezza è una costa che si può vivere e offrire a chi sceglie Brindisi.
Adesso la responsabilità passa al Comune, perché entro il 27 ottobre l’amministrazione comunale deve trasmettere alla Regione tutta la documentazione progettuale, condizione necessaria per l’inserimento dell’intervento sulla piattaforma nazionale ReNDiS e per l’accesso alla fase negoziale del finanziamento. Chiediamo all’amministrazione comunale, perciò di rispettare la scadenza senza esitazioni e di riferire alla commissione consiliare competente i contenuti e tempi del progetto. Brindisi non può permettersi di sprecare un’occasione che la Regione Puglia ha costruito con determinazione.
Alessio Carbonella, consigliere comunale PD Brindisi











































