VIDEO – La vita di coppia e sessuale dopo il tumore al seno: ce ne parla la dottoressa Gravili

BRINDISI – E’ certamente il male in sé che spaventa. Ma a spaventare sono anche gli strascichi che il cancro miete.

Nello specifico, ci siamo soffermati sui danni che il tumore al seno può arrecare, dopo la sua esportazione. Parliamo di problematiche fisiche dalle quali ne scaturiscono disagi psicologici che interferiscono non solo nella quotidianità della donna, ma anche nella sua vita di coppia. Si tratta di problemi legati alla volontà ed al bisogno di sapersi accettare con un menomazione di tal fatta ed alle ripercussioni nella sessualità, sia della donna che del partner.

Non solo vivere o morire, dunque, ma anche vivere male o vivere bene.

In occasione dell’incontro promosso questo pomeriggio da ANDOS, presso l’ex Convento di Santa Chiara di Brindisi, a proposito di prevenzione del tumore nel gentil sesso, abbiamo incontrato la dottoressa Gabriella Gravili, counselor-terapista di coppia, con specialistica in sessuologia.

E’ un argomento decisamente complesso e che abbraccia più campi della sfera umana, ma che la dottoressa ci ha ben spiegato.

Innanzitutto, che peso può avere nella psicologia della donna e dell’uomo una eventuale menomazione fisica? “Certamente cambia l’immagine fisica della donna – ha dichiarato a latere del proprio intervento la Gravili – ed ha un effetto a caduta sulla sua autostima. Ciò ha un effetto negativo anche nella coppia. Se non sono una coppia consolidata, poi, potrebbero confrontarsi con delle re-azioni fisiologiche: la depressione iniziale, lo smarrimento ed il disorientamento. Ma ci sono delle possibilità che coppia possa ritrovarsi”.

Il cancro al seno, si sa, non fa distinzione di età. Può colpire la giovane donna o colei che è più in là con l’età. Chi reagisce meglio? “Ciò dipende da quanto la persona sia ‘integra’ e realizzata nella vita – ha spiegato la sessuologa – le menomazioni ed il percepito hanno un effetto. Ma ci si può riscattare trovando delle risorse, risorgendo come arabe fenici”.

A risentirne è anche la sfera sessuale, componente fondamentale in un rapporto a due. Perché, la sessualità e la femminilità appartengono ad entrambi, non solo a lei o lui: “Per tenere alto il desiderio sessuale – ha concluso Gabriella Gravili – bisogna accogliere se stesse in primis, prima ancora di richiederlo al partner. E’ difficile ed impegnativo. Il seno è un aspetto simbolico della donna. Ma tutto il corpo è una zona erogena, basta sapersi accettare”.

Pertanto, l’accettazione di sé è l’iter più duro da affrontare, dopo l’asportazione della massa tumorale. La forza interiore è il punto da cui la donna deve ripartire, magari insieme al proprio compagno.

Tommaso Lamarina
Redazione

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