BRINDISI – Chi ha varcato il 25 gennaio la soglia del Simone Durano avrà avuto l’impressione di trovarsi  catapultato indietro nel tempo. Lorenzo il Magnifico che apre le porte del suo palazzo ed invita gli ospiti ad entrare. Una volta entrato, come in tanti piccoli buchi temporali, al visitatore poteva capitare di incappare negli anni ’50, e quindi trovarsi all’interno di Grease, con ballerine e ballerini in abiti a pois, chiodi in pelle, pettinature con brillantina e due splendidi e volteggianti John Travolta e Olivia Newton-John redivivi. Poteva capitare di essere introdotti in un’atmosfera english medievale alla rappresentazione in lingua originale della ballata Lord Randal, seguita da Geordie di Fabrizio de Andrè per finire con gli anni ’60 e la splendida A hard rain’s gonna fall di Bob Dylan. Poteva capitare di finire nell’atmosfera onirica di William Blake con luci soffuse, dipinti e musica.  E poi cortei in splendidi abiti storici, quadri viventi, declamazioni di versi (da Guinizelli a Lentini, da Tasso a Petrarca), una marching band che eseguiva la marcia di Radetzky di Strauss e omaggio floreale di Maurizio Cancelli su e giù per i corridoi, filmati, realizzazioni artistiche dal vivo, laboratori, spettacoli di pizzica che hanno coinvolto il pubblico. Il tutto per un effetto colorato, coinvolgente,  suggestivo.

Nella seconda parte la serata, con un lungo corteo guidato dagli studenti in costumi d’epoca realizzati da Meghy Costumes d’Epoque, si è spostata presso l’èx convento Santa Chiara, dove il Maestro Carolina Bubbico si è prestata ad essere intervistata dai ragazzi ed ha poi regalato tre brani all’uditorio. Dopo di che, gli studenti hanno dato sfogo alla loro creatività musicale. Si sono esibite delle band, perlopiù inedite, che hanno voluto regalare ai presenti un lungo viaggio eterogeneo nella musica: dopo uno splendido Libertango a cui si sono unite tre coppie di ballerini professionisti, sul palco si sono potuti ascoltare, rigorosamente introdotti da due presentatori junior, un bellissimo quartetto di violini che ha ripercorso sette secoli di musica con simpatia e originalità,  gioielli della musica soul come Feeling good e Hit the road jack, un classico tango alla Astor Piazzolla, successi contemporanei come Perfect di Ed Sheeran, 7 years e 50 special, Zombie dei Cranberries e Sweet dreams  di Marilyn Manson. La chiusa è stata affidata ad uno dei pezzi  R&B più conosciuti di sempre: Ain’t No Sunshine, che ha visto Dirigente, studenti e professori a ballare sul palco.

Non c’è limite all’arte. Non ci sono compartimenti stagni. Si tratta di Arte, a qualunque distanza temporale o spaziale la si collochi. Un bell’esordio per la prima “Notte della Muse” del Liceo Simone-Durano. Soddisfatti gli organizzatori, soprattutto i ragazzi. Tanta l’affluenza in ogni tappa della kermesse, fino alle 23.00, ora in cui ha avuto termine nella gioia e tra le emozioni questa speciale Notte bianca del Liceo. È stato un momento importante, un momento di rinnovata unione delle diverse componenti della comunità scolastica e, allo stesso tempo, una ulteriore riprova dell’apertura della Scuola verso il territorio, le istituzioni e gli enti culturali, come hanno testimoniato la cospicua presenza di autorità e le numerose attività commerciali che hanno voluto supportare l’iniziativa. Questa era la prima edizione, come ci auguriamo, di una lunga serie di Notti speciali come questa.

Fabiana Grassi, Simone Orlandino, Debora de Fazio

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