Concorso per cinque agenti di Polizia locale a Brindisi, la Cisl contesta le prove fisiche e chiede di rivedere il bando

La scrivente Segreteria Aziendale al Comune di Brindisi CISL Funzione Pubblica Taranto-Brindisi, nell’ambito delle proprie prerogative di tutela del diritto all’accesso paritario, trasparente e legittimo al pubblico impiego, intende sottoporre all’attenzione di codesta Amministrazione una formale riflessione sul bando in epigrafe, evidenziando alcune criticità che rischiano di esporre l’Ente a fondati ricorsi giurisdizionali davanti al Tribunale Amministrativo   Regionale(TAR).
Se da un lato si apprezza il superamento di vecchi sbarramenti formali (quali l’altezza minima e la patente A) – che in passato avevano fortemente limitato la partecipazione di tanti giovani –, dall’altro si ritiene che l’introduzione della prova di efficienza fisica, per come attualmente calibrata nelle soglie di genere, presenti forti elementi di vulnerabilità    amministrativa.
Nello specifico, si ravvisano elementi che potrebbero configurare un eccesso di potere che di seguito si richiamano

– Manifesta irragionevolezza, illogicità e difetto di proporzionalita

Nella fattispecie, pur riconoscendo la discrezionalità della Pubblica Amministrazione nel fissare i requisiti di accesso previsti nei bandi di  concorso, la stessa incontra il limite della logica e della proporzione rispetto alle mansioni ordinarie.

 Fissare a 15 piegamenti continuativi il minimo per gli uomini costituisce già un parametro estremamente severo, pari al limite massimo richiesto nei corpi nazionali di pubblica sicurezza.

Tuttavia, la scelta di richiedere ben 12 piegamenti continuativi alle candidate donne appare del tutto sproporzionata e priva di senso logico.

 Non sussiste alcuna motivazione tecnica evidente per cui un agente municipale donna debba superare standard fisici decisamente più stringenti (12 ripetizioni) rispetto a quanto richiesto ad esempio per l’accesso ai ruoli operativi della Polizia di Stato (fissato a 10 ripetizioni dal Ministero dell’Interno).
– Rischio di discriminazione indiretta di genere (Violazione dell’Art. 3 Cost.)
La parità di trattamento si realizza tenendo conto delle oggettive differenze della fisiologia e della distribuzione della forza muscolare tra i generi. Grandi amministrazioni locali (come il Comune di Torino nell’ultimo bando 2026, con il rapporto 10/5 o il Comune di Roma nel maxiconcorso effettuato con il rapporto 10/7 o addirittura la Polizia di Stato che prevede il rapporto 15/10) hanno modulato i test rispettando i parametri della medicina dello sport. La soglia di 12 piegamenti, posta per le candidate a Brindisi, la più alta in questo caso d’Italia,  rischia di non misurare la “sana e robusta costituzione generale”, ma di tradursi in un involontario strumento di sfoltimento numerico a palese scapito della componente femminile.
– La gestione temporale (Timing) e la mancata programmazione
A questo quadro si aggiunge una profonda perplessità legata alla gestione cronologica dell’intera procedura. La pubblicazione di questo bando giunge solo oggi, a ridosso dell’ultimo mese e mezzo dell’anno, nonostante questa sigla sindacale avesse già sollecitato più volte e formalmente l’Amministrazione nei mesi scorsi affinché si muovesse con congruo anticipo.
Questo ritardo costringe oggi l’Ente a una fretta ingiustificata, alimentando il dubbio che si sia creata una situazione di “non ritorno”, blindando un bando imperfetto proprio facendo leva sulla paura collettiva di perdere i finanziamenti e ponendo le parti sociali davanti al fatto compiuto.

Ridursi all’ultimo minuto si traduce in una gestione emergenziale che denota un chiaro difetto di pianificazione dei tempi.
-I rischi economico-finanziari per l’Amministrazione:
Un eventuale contenzioso davanti al Giudice Amministrativo, con conseguente decreto di sospensiva d’urgenza, congelerebbe le procedure selettive.

 Questo scenario comporterebbe lo slittamento delle assunzioni, ma soprattutto il rischio concreto per il Comune di Brindisi di veder decadere le proprie facoltà assunzionali, perdendo i fondi già stanziati a bilancio per l’anno in corso.
-Conclusioni e invito al riesame in Autotutela:
Per evitare un danno organizzativo ed erariale, la CISL FP Taranto-Brindisi invita calorosamente codesta Amministrazione a voler valutare ed eventualmete  attivare i poteri di autotutela amministrativa ai sensi dell’art. 21-nonies della Legge 241/90, provvedendo a una rapida rettifica parziale del bando mediante il riallineamento della soglia minima dei piegamenti per le candidate donne a parametri di oggettiva proporzionalità (fissandoli a un massimo di 8/10 ripetizioni) e disponendo la riapertura dei termini per le domande.
L’autotutela è l’unica strada utile per mettere in sicurezza finanziaria il concorso, scongiurare i ricorsi e consentire al Comando di Polizia Locale di ricevere in tempi rapidi, e in piena legittimità, le nuove forze necessarie per il servizio su strada.
La CISL FP Taranto-Brindisi auspica che prevalga il buon senso e lo spirito di leale collaborazione istituzionale, per garantire una procedura concorsuale serena ed equa.

IL Segretario Aziendale

     Antonio Palma

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