Resta in carcere Gabriele Sorada, 28 anni, indagato per l’omicidio di Antonio Nisi, 34 anni, ucciso all’alba di venerdì scorso nei pressi del centro storico di Ostuni, in provincia di Brindisi.
La decisione è stata assunta dalla gip Vilma Gilli al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo, disposto sabato. Il giudice non ha convalidato il fermo, ritenendo assente il pericolo di fuga, ma ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere. Le contestazioni provvisorie riguardano l’omicidio volontario e la detenzione illegale di un’arma in luogo pubblico.
Nel corso dell’udienza, Sorada, assistito dall’avvocato Vito Cellie, si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo tuttavia ulteriori dichiarazioni spontanee che si aggiungono a quelle già rese sabato al pubblico ministero titolare del procedimento. Secondo quanto riferito, avrebbe ribadito che non era sua intenzione uccidere Nisi.
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Laura De Stradis, per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. L’arma che sarebbe stata utilizzata, una pistola calibro 6,35, non è stata ancora rinvenuta.
Sul fronte medico-legale, il pubblico ministero conferirà l’incarico per l’autopsia nella giornata di domani. Dall’ispezione esterna eseguita venerdì dal medico legale Domenico Urso, incaricato dalla Procura, era emersa la presenza di una ferita d’ingresso all’altezza dell’ascella destra. Secondo i primi rilievi, il proiettile avrebbe attraversato il torace raggiungendo la zona addominale, sul lato sinistro, in prossimità del bacino.
L’esame autoptico potrà fornire ulteriori elementi utili a chiarire le cause e le modalità della morte. Restano in corso gli accertamenti investigativi, mentre la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.








































