Il mare come orizzonte di vita, la storia come chiave di lettura del passato e la memoria come strumento per restituire umanità ai personaggi consegnati alla leggenda. Sono questi alcuni dei temi al centro di “Memento mori – Il diario di Roger de Flor”, il romanzo storico di Cosimo “Mino” Donativo, pubblicato da APS Poseidhome – La Casa del Mare.
Il volume, di 196 pagine, con ISBN 979-12-243-5301-0, propone un viaggio nel Mediterraneo medievale attraverso la figura di Ruggero Flores, noto come Roger de Flor, protagonista di una vicenda umana e militare che attraversa epoche, culture e territori.
Il racconto prende le mosse da Brindisi, città legata alle origini del protagonista, e segue il suo percorso di formazione e trasformazione: dall’infanzia segnata dalla ricerca della figura paterna alle esperienze che lo porteranno a diventare corsaro, templare, ammiraglio e megaduca. Un’esistenza complessa, vissuta tra fedeltà e libertà, appartenenza e lontananza, ambizione personale e grandi conflitti del suo tempo.
Attraverso la forma narrativa del diario immaginario, Donativo accompagna il lettore in un itinerario che tocca Acri, Cipro, le coste della Spagna, Marsiglia, la Sicilia e le terre d’Oriente. Sullo sfondo si intrecciano le vicende della Compagnia Catalana, le battaglie, le dinamiche del potere e i tradimenti che segnano il destino del condottiero, fino ad Adrianopoli, luogo della sua morte.
Brindisi e il Mediterraneo, tra identità e memoria
Uno degli elementi caratterizzanti dell’opera è il legame con Brindisi, che non rappresenta soltanto un punto di partenza geografico, ma anche un riferimento simbolico e affettivo. Il mare diventa una presenza costante, capace di unire luoghi e destini, mentre il viaggio assume il significato di una ricerca personale e di un confronto continuo con le proprie radici.
«Da ragazzo, nel vento di Brindisi, imparai che il mare non appartiene a chi lo guarda, ma a chi sa leggerne il respiro»: la frase scelta per accompagnare il libro sintetizza il rapporto tra il protagonista e l’elemento marino, trasformato in metafora di conoscenza, libertà e appartenenza.
Il romanzo si muove così tra ricostruzione storica, tradizione e immaginazione letteraria. L’autore distingue infatti gli elementi legati alla storia da quelli derivanti dalla tradizione e dalla libera elaborazione narrativa, offrendo al lettore una prospettiva che non si limita alla successione degli eventi, ma cerca di esplorare anche la dimensione interiore del protagonista.
Dall’esperienza personale alla scrittura
Il progetto letterario nasce da una ricerca personale e da un rapporto profondo con Brindisi e con la figura di Ruggero Flores. Un percorso nel quale l’interesse per il passato si intreccia con l’esperienza di vita dell’autore.
Cosimo “Mino” Donativo, nato a Brindisi, ha maturato trent’anni di esperienza come militare e marinaio. Ha prestato servizio come sottufficiale nel San Marco e ha partecipato a missioni in Somalia, Jugoslavia, Kosovo e Albania, oltre che a operazioni nel Mediterraneo nell’ambito di Frontex. Costretto a lasciare la vita militare e le missioni per motivi di salute, ha mantenuto vivo il legame con il mare, che trova spazio anche nella sua attività narrativa.
Questa esperienza costituisce un elemento significativo per avvicinarsi all’universo del libro, nel quale il mare non è soltanto lo scenario delle imprese del protagonista, ma anche un ambiente che richiede capacità di adattamento, disciplina e conoscenza. Temi che attraversano tanto la vicenda storica raccontata quanto il vissuto personale dell’autore.
Un romanzo tra avventura e riflessione
“Memento mori – Il diario di Roger de Flor” invita a guardare oltre l’immagine del condottiero e a interrogarsi sull’uomo che si cela dietro il personaggio storico. La vicenda di Roger de Flor diventa così l’occasione per riflettere sull’identità, sulle scelte individuali e sul rapporto tra destino e libertà, senza rinunciare al ritmo dell’avventura e alla dimensione epica delle imprese mediterranee.
Il titolo, Memento mori, richiama la consapevolezza della caducità della vita e introduce una riflessione sul rapporto tra morte e memoria. Il corpo del protagonista può scomparire, ma il suo nome continua a vivere attraverso i racconti, le testimonianze e le interpretazioni che attraversano i secoli.
È proprio in questo spazio, tra ciò che la storia documenta e ciò che la narrazione permette di immaginare, che si colloca il lavoro di Donativo: un racconto che restituisce centralità alla dimensione umana del protagonista e valorizza il Mediterraneo come luogo d’incontro, conflitto e scambio tra popoli e culture.
Con questo romanzo, Cosimo “Mino” Donativo propone dunque un itinerario letterario che parte da Brindisi e si apre verso Oriente, recuperando una figura legata alla storia medievale e trasformandola nel centro di una narrazione in cui il mare, la memoria e la ricerca delle proprie origini si intrecciano continuamente.
La presentazione ufficiale del volume si terrà Domenica, 25 ottobre, alle 16.30 presso lo SNIM – Porticciolo Turistico – BRINDISI.









































