Il cavallo di Troia è arrivato a San Michele Salentino

Un po’ come accadde nell’antica Troia, quando gli abitanti si ritrovarono davanti al misterioso cavallo lasciato dai Greci su iniziativa di Ulisse, anche i cittadini di San Michele Salentino si sono ritrovati un enorme cavallo di Troia nel cuore del paese, in piazza Marconi.

Una sorpresa che non poteva passare inosservata. Per le sue dimensioni, le proporzioni e la straordinaria cura dei più piccoli particolari, l’imponente struttura ha attirato immediatamente l’attenzione dei cittadini, trasformando la piazza in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Il mistero sarà svelato nell’ambito del Festival del Fico Mandorlato, giunto alla sua 24ª edizione, in programma il 29 e 30 agosto. Il grande cavallo farà infatti da elemento scenografico a “Siamo tutti figli di Troia”, performance di teatro-danza per la regia e direzione artistica di Giuseppe e Nicola, con drammaturgia di Ciciriello e coreografia di Simonetti.

Proprio Nicola Simonetti, artista, ballerino e coreografo originario di San Michele Salentino e da tempo residente a Torino, è l’autore della coreografia dello spettacolo e della straordinaria opera che in questi giorni domina piazza Marconi.

Figlio della maestra di danza Vittoria Prete, Simonetti ha iniziato nella scuola della madre il proprio percorso artistico, distinguendosi fin da giovane per talento e determinazione. Ha ottenuto diversi riconoscimenti come miglior ballerino in concorsi italiani ed è entrato a far parte della compagnia junior del Balletto di Toscana.

Nel corso della sua carriera ha lavorato in importanti teatri italiani, tra cui il Teatro La Fenice, e ha collaborato con il festival La Notte della Taranta. Alla danza ha affiancato l’attività di coreografo e quella di artista e scultore, sviluppando una ricerca nella quale movimento, forma e dimensione scenica si incontrano.

Il grande cavallo di Troia sembra rappresentare perfettamente questa sua capacità di trasformare un’idea artistica in una presenza concreta e spettacolare. Le dimensioni dell’opera e l’attenzione riservata ai dettagli la rendono infatti qualcosa di più di una semplice scenografia: è il primo elemento di uno spettacolo che, già dal titolo, richiama una storia antica per affrontare una riflessione attraverso il linguaggio del teatro e della danza.

San Michele Salentino, del resto, può vantare una particolare vocazione artistica. Da questa terra provengono figure come Cosimo Carlucci, Stefano Cavallo e Angelo Filomeno, quest’ultimo da tempo residente a New York e affermatosi sulla scena internazionale.

Anche Nicola Simonetti, pur vivendo lontano, continua a mantenere un forte legame con il proprio paese d’origine. E quel cavallo comparso quasi magicamente in piazza Marconi rappresenta un modo originale e spettacolare per riportare l’arte nel cuore di San Michele Salentino.

Ora non resta che attendere il 29 e 30 agosto per assistere a “Siamo tutti figli di Troia” e scoprire come il grande cavallo, già diventato oggetto di curiosità e ammirazione, entrerà nella narrazione dello spettacolo.

A differenza degli abitanti dell’antica Troia, questa volta non c’è nulla da temere: il cavallo non nasconde guerrieri, ma custodisce una storia che sarà raccontata attraverso il teatro, la danza e l’arte.

Fonte e foto di Francesco Gorgoni

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