xylella

Ritorna la metafora della guerra e, sulla base di questa, come nel 2015, si invita a “fare presto, a lavorare tutti insieme, senza divisioni o inutili polemiche per fermare l’avanzata del batterio”.
Dato il momento storico sarebbe opportuno un minimo di pudore nell’utilizzo dei termini.

Si esagerano in maniera strumentale le cifre: ricordiamo che nel 2015 mentre il Commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti, a marzo, dichiarava alla stampa e trasmetteva alla prefettura stime di diffusione della malattia intorno a 1.000.000 di piante infette, a giugno il Ministero comunicava la presenza di 612 piante infette (con un’incidenza di casi positivi sui campioni pari a 1,90%). Ancora oggi la percentuale delle piante che ospitano il batterio rappresentano l’1,8% di quelle campionate.

Si grida all’epidemia e alla guerra: in modo da creare uno stato emotivo di tensione e paura per indurre le persone ad accettare qualcosa che altrimenti, il buon senso mai prenderebbe in considerazione (si pensi alla follia delle eradicazioni reintrodotta dal Decreto “Martina” che prevede l’abbattimento di tutte le piante presenti nel raggio di 100 metri, ovvero la desertificazione di 3,14 ettari di terreno per ciascuna pianta ospite, insieme all’utilizzo indiscriminato di insetticidi neurotossici).

Si invita a fare presto, in modo che la gente non abbia il tempo di riflettere, di vedere gli ulivi del Salento tornati in perfetta salute e in piena produzione, di prendere coscienza della perversione delle soluzioni imposte che sono peggiori di una (forse) possibile malattia batterica.

Si esorta “all’unità” e a non fare polemiche, ovvero a non mettere in discussione la “rappresentazione” imposta dalle istituzioni e la visione dominante diffusa dai media.

Noi questa falsa “narrazione” la rimandiamo al mittente. L’unica emergenza è quella democratica, l’unica catastrofe è quella ecologica e sanitaria che verrebbe a verificarsi se questo piano scellerato fosse attuato. L’unica guerra è quella che si sta muovendo su vari fronti (Xylella, TAP, trivelle in mare, inceneritori, ILVA, Cerano, ecc.) all’economia locale e al nostro territorio.

Per questo motivo invitiamo

  • i contadini, gli agricoltori, gli apicoltori, gli allevatori, gli operatori turistici, gli abitanti e i cittadini, a non cedere alle intimidazioni e alle minacce, a unirsi ai ricorsi collettivi che partiranno entro la prossima settimana in DIFESA DELLA NOSTRA TERRA, DELLA NOSTRA SALUTE, DELLA NOSTRA ECONOMIA (per informazioni rivolgersi a: cosatevalleditria@hotmail.com; FB: Cosate Valle d’Itria);
  • gli amministratori onesti a stare dalla parte dei cittadini che rappresentano e dai quali sono stati eletti, con azioni concrete anche in sede giudiziale;
  • i sindaci, in qualità di responsabili della salute pubblica, ad attivarsi per impedire disastri sul piano sanitario conseguenti all’utilizzo su vasta scala di insetticidi neurotossici;
  • i forestali di ogni ordine e grado a non obbedire a ordini ciechi, contrari alla vita, ma di osservare i principi di salvaguardia alla base della loro missione.

Chiediamo

  • ai Comuni ricadenti nell’area dichiarata infetta, di contenimento e cuscinetto, di unirsi al ricorso annunciato dal Sindaco e dall’Amministrazione di Cisternino (https://m.facebook.com/lukaconvertini/posts/10209173484412954);
  • ai giornalisti di sottrarsi alle pressioni e alla propaganda, raccontando le cose per quelle che sono, perché la verità è sempre illuminante.

Comitato per la Salvaguardia dell’ambiente e del territorio

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