Basta demagogia per raccattare qualche consenso elettorale. Nessuna battaglia si campanile tra Brindisi e Taranto, sia chiaro! Assistere pero’ periodicamente al ritorno di fiamma della retorica sui “voli civili a Grottaglie” è diventato un esercizio di distrazione di massa che la nostra comunità non può più permettersi. È tempo di opporre il realismo economico e la pianificazione infrastrutturale alle promesse elettorali di chi, ignorando i fatti, continua a prendere in giro il territorio. Provero’ sinteticamente e puntualmente a spiegarmi:
1. Il Piano Nazionale degli Aeroporti parla chiaro.
Nonostante le insistenze di alcuni esponenti regionali e parlamentari tarantini, la realtà normativa è scolpita nel Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA). Grottaglie non e’ (e non potra’ essere) destinato al traffico passeggeri di linea. La classificazione dell’Arlotta come scalo di interesse nazionale esclusivamente per le attività di test-bed aeronautico, logistica e spazioporto non è un “dispetto” al territorio, ma una scelta strategica per preservare la vocazione industriale di un’eccellenza mondiale.
2. Il “caso Brindisi” e l’insostenibilità del raddoppio.
Aprire Grottaglie ai voli civili significherebbe creare un doppione inefficiente a soli 40 chilometri di distanza dall’aeroporto del Salento.
Sarebbe un inutile spreco di risorse: gestire un terminal passeggeri a Grottaglie comporterebbe costi operativi (personale, sicurezza, gestione bagagli, servizi a terra) che ricadrebbero inevitabilmente sulle casse pubbliche o sulle tasse aeroportuali.
Si verificherebbe una inevitabilecannibalizzazione del traffico: due aeroporti civili così vicini non raddoppiano l’utenza, la frammentano, rendendo i voli meno appetibili per le compagnie aeree e portando, nel lungo periodo, al depotenziamento di entrambi.
3. La rivoluzione su rotaia: 120 milioni di euro del PNRR per il collegamento Brindisi-Taranto, Lecce-Brindisi e Sud barese- Brindisi.
Il colpo di grazia alla narrazione dei “voli civili a Grottaglie” arriva dagli investimenti concreti già in atto. Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha appaltato lavori per un valore di 120 milioni di euro, finanziati con fondi PNRR, per il collegamento ferroviario diretto tra la stazione di Brindisi e l’aeroporto.
Mentre qualcuno insegue il miraggio di Grottaglie civile, lo Stato sta portando i binari direttamente dentro l’aerostazione di Brindisi. Questo permetterà a Lecce, Taranto, alle loro province e al sud barese di raggiungere lo scalo brindisino in pochi minuti, in modo sostenibile e moderno.
4. Una vocazione industriale da difendere.
Grottaglie è una risorsa preziosa per l’Italia nel mondo grazie alla produzione delle fusoliere Boeing e allo sviluppo della Space Economy. Forzare una convivenza con i voli di linea significa mettere a rischio gli slot dedicati alla logistica pesante e ai test tecnologici.
Continuare a sventolare la bandiera dei voli civili a Grottaglie è un atto di irresponsabilità politica. Significa ignorare deliberatamente i 120 milioni di euro investiti nel ferro e la vicinanza di uno scalo, quello di Brindisi, che è già il naturale punto di riferimento del Grande Salento. È ora di dire basta a una politica che preferisce i titoli di giornale alla verità dei conti pubblici.
Massimiliano Oggiano
Coordinatore cittadino FdI Brindisi













































Una volta tanto non posso non condividere cio che è scritto. Non avrebbe nessun senso avere due aeroporti a cosi breve distanza. La lombardia,che copre una popolazione che è piu del doppio della puglia ne ha 3. Malpensa e bergamo distano circa 40 km dalle citta. Inoltre non si possono ignorare le presenze di 2 aeroporti militari a breve distanza da grottaglie, i cui traffici,per motivi operativi,potrebbero essere d’intralcio al regolare svolgimento dei voli commerciali.