BRINDISI – Dopo la buona prestazione casalinga di domenica scorsa contro il Fondi (vittoria per 1-0 su rigore), la Virtus cerca, ancora in casa, la riconferma in termini di prestazioni, ma soprattutto di risultati e di portare a casa la seconda vittoria in campionato. L’avversario di quest’oggi non è di quelli facili da affrontare, in quanto trattasi del Catania di mister Cristiano Lucarelli, ex bomber del Livorno e della Nazionale, candidata principale alla vittoria finale.

D’Agostino si affida agli undici che sono scesi in campo dal primo minuto con i laziali, ad eccezione di Del Vecchio, sostituito dal rientrante Albertini: Albertazzi; Prestia, Maccarone, Abbruzzese; Agostinone, Buono, Folorunsho, Albertini; Sicurella, Ayina, Saraniti. Viola ancora indisponibile per alcuni problemi muscolari e Gallù non convocato.

Una corposa rappresentanza dei sostenitori rossoblu, è arrivata a Brindisi: circa 200. Quelli francavillesi, invece, hanno esposto uno striscione in memoria della piccola Noemi.

Calcio d’inizio affidato alla Virtus. I padroni di casa subito pericolosi al 4′ con una ripartenza di Ayina, che viene atterrato sulla trequarti. Dalla seguente punizione, ne esce solo un tiro debole di Folorunsho che Pisseri fa suo con facilità. Il Francavilla pericoloso solo in contropiede. Infatti, sul secondo calcio d’angolo scaturito da una ripartenza, capitan Abruzzese colpisce di testa e sfiora il palo alla sinistra di Pisseri. Al 23′ ancora i biancazzurri in avanti, con Saraniti che manda alto di testa sopra il portiere. Nell’area di rigore del Catania la palla schizza come un flipper, al punto che la difesa deve liberare sulla linea, dopo un tiro di Albertini. Il Catania non impressione, tenta di imbastire qualche azione, ma puntualmente viene stoppata dalla difesa biancazzurra. Al 32′ è il nove Saraniti ad impensierire la difesa catanese, con un bellissimo tiro rasoterra, che Pisseri respinge in tuffo. Sul ribaltamento, è il Catania a sfiorare il gol, con un tiro di Di Grazia, che termina a lato di Albertazzi, il quale non avrebbe potuto far nulla anche se la palla avesse centrato lo specchio della porta. Al 38′ la svolta per il Catania. Buono si fa sorprendere in velocità da Biagianti che, comunque, stava andando verso l’esterno e lo atterra in area di rigore. L’arbitro grazia il giocatore ma dà la massimo punizione. Si incarica Lodi della battuta, che spiazza il portiere. Sullo scadere del primo tempo, viene allontanato il dg Fracchiolla per proteste. Il primo tempo termina 1-0 per gli ospiti.

Dopo appena sette minuti dall’avvio del secondo tempo, Abruzzese, in ritardo su un giocatore del Catania, viene ammonito. Gli ospiti sono scesi in campo nel secondo tempo con la forza del gol di vantaggio e la consapevolezza di dover spingere ancora. Infatti, il loro pressing mette in difficoltà i biancazzurri, che sembrano un tantino destabilizzati. Intanto, triplo cambio tra le file rossoblu: dentro Ripa e Russotto, fuori Di Grazia e Curiale; esce anche Aya per infortunio, al suo posto Blondett. Al 21′, Turi combina il disastro. Un disimpegno ‘felice’ al limite della propria area di rigore, che Russotto fa suo: controllo ed insacca rasoterra Albertazzi. Baratro Virtus. D’Agostino, così, effettua due sostituzioni: Biason per Buono e Ayina lascia il posto a Madonia. Al 31′, ci prova Sicurella ad impensierire Pisseri, ma è un tiro telefonato. Al via la girandola dei cambi. Al 40′, poi, Lodi segna ma il gol viene annullato per fuorigioco (giusta la chiamata). Proprio all’ultimo minuto di recupero, in contropiede il subentrante Djordjevic infila con una rasoiata Albertazzi. La partita termina con una sonoro sconfitta per 0-3.

La Virtus inizia bene, ma si perde nel secondo tempo. Probabilmente, nei primi 45 minuti avrebbe potuto finalizzare le tante occasioni avute, invece, il risultato l’ha sbloccato il Catania con un rigore di Lodi. Nella ripresa, il Catania entra in campo con un rabbia che lo ha portato a maturare, poi, il rotondo risultato finale. Il Francavilla non ne esce ridimensionato, nonostante il 3-0, ma D’Agostino ha tanto ancora da lavorare.

Tommaso Lamarina
Redazione

LASCIA UN COMMENTO