FASANO – Il vincolo paesaggistico a Selva di Fasano, che una decisione del Consiglio di Stato del 1979 aveva già annullato, è stato riproposto graficamente sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (Pptr) entrato in vigore nel 2016 che obbliga al passaggio procedurale dell’autorizzazione paesaggistica per le pratiche edilizie di variante o ampliamento di immobili siti sulle colline della Selva.

Questo re-introdotto “passaggio” procedurale sta facendo sì che le pratiche edilizie di variante o di ampliamento a Selva presentate dai cittadini vengano puntualmente bloccate o respinte dal Ministero per i beni culturali e le Attività culturali – Soprintendenza di Brindisi e Lecce, in applicazione del Pptr.

Questa situazione sta spingendo i cittadini che si vedono rifiutate le pratiche per questo re-introdotto vincolo paesaggistico ad impugnare il diniego dinanzi al Tar, chiamando in causa non soltanto la Soprintendenza ma anche il Comune. I cittadini sostengono, nei loro ricorsi, che il vincolo non esista più, a seguito di quel pronunciamento del Consiglio di Stato del ’79 e che, quindi, la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica sulle loro pratiche sia illegittima. Per questo motivo l’Amministrazione comunale ha adottato la decisione di chiedere al Tar, attraverso l’Avvocatura comunale che sta rappresentando lo stesso Comune in questi tipi di cause, ad esprimersi sostanzialmente su questo dato: il vincolo paesaggistico sulla Selva di Fasano si deve considerare ancora esistente o non più, a seguito di quella decisione del Consiglio di Stato che fino al 2016 aveva spinto il Comune a valutare le pratiche edilizie senza il “passaggio” dell’autorizzazione paesaggistica?

«Vogliamo mettere un punto fermo sulla delicata questione – afferma Gianluca Cisternino, assessore a Pianificazione e Gestione del Territorio – poiché la situazione sta creando disagi ai cittadini e, quindi, diventa un tema d’interesse pubblico. Oltre che riguardare lo stesso Comune chiamato in causa dinanzi al Tar dai cittadini che considerano, nei loro ricorsi, illegittima la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica. Vogliamo che sia fatta chiarezza in materia – sottolinea l’assessore Cisternino – il che ci consentirebbe, innanzitutto, di riportare tutti i cittadini sulla stessa linea di azione e di esaminare altre pratiche edilizie relative alla Selva in tutta tranquillità, senza la spada di Damocle di ricorsi e, quindi, conseguenti esborsi da parte del Comune per resistere in giudizio».

Ma non solo. L’Amministrazione comunale è impegnata a risolvere altre problematiche relative alla controversa materia dell’urbanistica e lo stesso assessore Cisternino sottolinea che «affronteremo importanti tematiche rispetto alla vincolistica esistente da affrontare e cercare di risolvere per dare chiarezza agli iter burocratici urbanistici. Vorrei ricordare che fare chiarezza e mettere a disposizione di tutti i cittadini, indistintamente, gli stessi strumenti e la stessa certezza di tempi è dovere mio per primo e di tutto l’ufficio Tecnico – rimarca Cisternino – che deve essere arbitro imparziale nel far rispettare le regole».

Redazione

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