VIDEO – Fidanzamento non gradito, gambizzati due pregiudicati. Infermiere dà ‘consigli utili’ per sviare indagini

BRINDISI – Un banalissimo scambio di vedute tra familiari termina tra proiettili, sangue ed arresti.sparatoria-s-elia-5

Ecco l’epilogo di un brutto 2016 per cinque soggetti, di cui due gambizzati (uno gravissimo) e tre in carcere.

Il fatto risale al 30 maggio scorso, in via Benvenuto Cellini, nel rione Sant’Elia di Brindisi, quando due pregiudicati brindisini, Iurlaro Cosimo, 45enne, e Giuseppe Caputo, 58enne, (noti per la vicenda della banda dei bancomat, ndr) sono stati raggiunti da vari proiettili alle gambe, per via di una lite in famiglia.

In poco più di sei mesi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi hanno individuato ed arrestato tre soggetti, resi responsabili dei reati di lesioni personali aggravate, ricettazione e porto e detenzione illegali di arma da fuoco. Si tratta dei brindisini e volti già noti alle Forze dell’Ordine Volpe Gianluca e Volpe Salvatore, rispettivamente di 21 e 19 anni, e di un cittadino albanese, Burim Tatani (poi, scoperto che stava per lasciare l’Italia proprio oggi) di 30 anni, il vero esecutore materiale degli spari.

(ferimento https://youtu.be/BHktcImGlTk)

Tutto parte da una semplice lite familiare, circa la gestione di una anziana ed un fidanzamento non particolarmente gradito. Così, le vittime si sono recate presso l’abitazione degli arrestati per chiedere spiegazioni, senza sapere che da lì a poco sarebbero stati sparati. E così è stato. I proiettili hanno raggiunto alla gamba le vittime, ferendo gravemente Iurlaro e di striscio Caputo.

La cosa grave, oltre al ‘principio’ di omertà che è tipico dell’ambiente malavitoso, è che la sparatoria sia avvenuta in pieno giorno ed in pubblico, dinanzi a tanti testimoni, i quali, però, non hanno neppure prestato soccorso alla vittima sanguinante in terra e che implorava aiuto. Fortunatamente, grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, è stato possibile individuare i delinquenti e consegnarli alla Giustizia.

Ma aspetto che desta scalpore e lascia tutti perplessi ed indignati è che, presso il pronto soccorso Perrino di Brindisi, un infermiere, il quale prestava soccorso ad una delle vittime, ha dato ‘consigli particolari’ su come uno degli indagati avrebbe potuto sottrarsi alle indagini. Il ‘consigliere’ non è stato ancora identificato, ma il Procuratore della Repubblica, Marco di Napoli, conta che a breve arriveranno alla sua identificazione.

Tommaso Lamarina
Redazione

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