VIDEO – Cataldo Motta alla scuola Kennedy per parlare di legalità: “La mafia gode di consenso sociale”

BRINDISI – Grande fermento alla scuola media Kennedy per la “Giornata della Legalità”. I ragazzi delle seconde e terze classi dell’istituto brindisino hanno accolto con grande calore Cataldo Motta, ex Procuratore Antimafia per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. Tante le attività e le iniziative confezionate dai ragazzi ed esposte all’ospite d’eccezione, che nel suo lungo intervento si è soffermato in particolare sul rischio che le prassi illegali diffuse nella popolazione possano sovvertire l’ordine delle regole e divenire Ordinamento loro stesse: l’ipotesi estrema (mica tanto, ndr) prospettata dall’ex Procuratore è quella che i Parlamentari si possano fare interpreti delle istanze illegali provenienti dalla base sociale. Ciò che ha allarmato Motta in questi anni è il consenso che la mafia – prima stragista e litigiosa, ora attiva sotto il manto di una redditizia pax – riesce ad ottenere da una fetta di cittadinanza più larga di quanto si possa immaginare. L’esempio portato da Motta stamane (già oggetto di critiche in passato), inerente la mobilitazione di un intero quartiere mesagnese a supporto del “sacrista” Pasimeni al momento del suo arresto, fornirebbe secondo lo stesso l’indicazione di una cittadinanza incline ad accettare le pratiche illegali in cambio di aiuti di ogni genere da parte della mafia, brava ad intercettare ed esaudire le richieste della gente comune. Ultimamente vi sono addirittura casi di imprenditori e commercianti che offrono spontaneamente un “pensiero” economico ai mafiosi per ottenerne protezione: tale pratica è estremamente nociva per la società e per la magistratura, in quanto fa decadere gli elementi configuranti il reato di estorsione.

Gli inviti rivolti dall’ex Procuratore ai ragazzi, allora, vanno nella direzione di non considerare tali soggetti come intellettualmente inferiori, perché le menti di coloro che violano la legge, nella realtà dei fatti, si sono spesso rivelate più creative e capaci di quelle di coloro i quali perseguono come fine la giustizia e la legalità. E’ necessario pertanto studiare e porsi davanti alle situazioni in maniera critica, scavando ed andando oltre la superficie che ci propina la società odierna attraverso la rete.

Al termine dell’incontro scroscianti applausi hanno salutato Cataldo Motta: in fondo, come dicono tutti gli uomini di diritto, la mafia non si sconfigge nei tribunali ma nelle scuole.

Andrea Pezzuto
Redazione

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