BRINDISI – “La spazzatura sembra non finire mai!” È quanto ribadiscono da tempo i residenti di una zona brindisina vicino alla ex Villa Albertini che gli autoctoni chiamano “Verdegiada” o indicano come “villini dietro la Toyota”. Qualsiasi sia il nome esatto, certo è che a Brindisi, più di cinque anni fa è sorta una nuova zona residenziale che ad oggi viene considerata come discarica abusiva a cielo aperto più di futuro rione da attrezzare e correlare di servizi e attività tipo il vicino Paradiso. L’ultima copertura del manto stradale a celare i tombini non è mai stata completata; i servizi comunali che puliscono e tagliano l’erba selvatica nelle aiuole circostanti, passano quando possono (finora di media una volta ogni tre mesi ndr) ed in quel grande lembo di terra destinato a parco giochi mai cominciato (almeno è quanto sosteneva di farne la vecchia amministrazione ndr) si scorge un mix di rifiuti e piante tagliate come habitat ideale per ratti e rettili portatori di malattie.

verde giada

Al momento, Ecologica Pugliese richiedeva di accumulare rami sfoltiti e piante secche negli angoli dei terreni, anche se puntualmente lasciava che diventassero accumuli schifosi a livelli inverosimili, non tenendo conto che tutte le case hanno il giardino da sistemare. Si spera che la nuova azienda di raccolta rifiuti speciali non abbia le stesse abitudini. I più piccoli non hanno ancora un posto dove riunirsi e giocare in sicurezza; in compenso qualcuno vi scarica senza vergogna materiale di risulta. Oggi, nelle terre limitrofe sono in costruzione altri villini ed ai nuovi proprietari sono state promesse strade nuove e parco giochi con la speranza che non trascorrano altri cinque anni. Soprattutto si spera nel buon senso della cittadinanza e che l’amministrazione comunale dia segni di considerazione con sanzioni e più controlli ai furbetti della “mondèzza” abusiva. Per ora, i bellissimi fiori sbocciati nelle aiuole incolte, sono stati piantati dai residenti desiderosi di completa valorizzazione, perchè anche le loro tasse sono “profumate”! (Foto Rina Cichello)

Emanuele Vasta
Redazione

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