“Un sorriso alla Dario”

Il pomeriggio del 18 giugno 2019, a Brindisi lo ricorderanno in tanti.

Un po’ per la calura equatoriale, un po’ per il calore che questa città ad un vecchio amico riesce a regalare.

La chiesa di San Vito del rione Commenda era grondante di lacrime e sudori, ma anche di risatelle rievocative sotto i baffi e le barbe incolte.

In prima fila o metà navata c’erano i puntuali ed i sudaticci coraggiosi.

I ritardatari e chi soffre il caldo, erano dietro o sotto al portico di fuori, cercando di carpire la messa in silenzio o quasi.

Dario Bresolin era in mezzo al “palco” (come sempre direi), a raccontare le sue storie con la voce del parroco e di noi tutti.

Ognuno, lì dentro, fuori o per le strade, oggi e per sempre avrà da dire il suo personale aneddoto con Dario.

C’erano anche i “suoi ragazzi africani” a portarlo sulle spalle e lo scroscio di applausi al suo passaggio ha ricoperto i rumori gracchianti del quartiere diventando suono di trionfo.

E qual è la vittoria di Dario?
Tenerci tutti uniti vi è parso poco?
Vederci solidali e premurosi vi sembrano valori banali?

Sorprendente, raro, imprevedibile, anzi non ordinario!
Questo era Dario.
Uno che ironicamente avrebbe consigliato a Dante di farsi i fatti suoi e non intraprendere mai la selva oscura.

L’idea che al momento può interessare gli amici e chi gli voleva bene, è di passare da quella famosa panchina dove lui amava riposare; registrarsi sui social al luogo già creato “Panchina Dario Bresolin_voce pubblica, scrittore, giornalista brindisino” pubblicando un selfie goliardico o una foto qualsiasi da quel luogo, come se Dario fosse presente sempre, stavolta con la sua energia, per chi ci crede e non, per chi vuole aderire a questo pseudoflashmob che riunirà in una sola pagina tantissimi amici attorno a quella persona vulcanica che tanto abbiamo amato.

Però mò non fate troppi pellegrinaggi “ci no Dariu vi caccia!”. 😅

Emanuele Vasta

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