Si chiude con la sconfitta interna contro Verona la stagione della Valtur Brindisi che in gara 4 dei quarti di finale playoff cede il passo con il punteggio di 69-77. Un risultato che premia la formazione di coach Ramagli che ha dimostrato nella serie di essere più cinica e concreta quando si doveva portare a casa la partita.
Anche nel match del Palapentassuglia la Tezenis ha aspettato che Brindisi “sfogasse” lo scontato ardore agonistico con il quale si è aperta la partita salvo poi avere l’accortezza e la bravura di colpire i padroni di casa con una difesa forte e percentuali dal tiro da 3 punti molto elevate. Il 9 su 20 dal tiro dalla lunga distanza ed i 21 punti di Tyrus McGee sono state le chiavi di un successo meritato per una squadra che ha comunque un roster lungo, affiatato, fisico e con italiani di grandi valore.

Cinciarini e compagni hanno provato sino alla fine a portare la contesa sino a gara 5 ma alla fine ogni sforzo è risultato vano chiudendo la stagione con tanta delusione e sconforto. Di sicuro non è mancato l’impegno ma alcune soluzioni tecniche, come la sostituzione dei due stranieri a pochi giorni dalla post season, non hanno portato a casa i risultati sperati.
La stagione è stata costellata da up e down continui tra le buone prestazioni in casa e le tante, troppe sconfitte lontane dal Palapentassuglia. Una squadra che non è mai cresciuta sotto questo punto di vista e che ha lottato spesso contro i suoi stessi fantasmi. L’infortunio di Francis ad inizio stagione e la contemporanea contrattualizzazione di Andrea Cinciarini per la sostituzione hanno comportato tutta una serie di problematiche al rientro dello straniero relegato troppo spesso in panchina e perdendo nel tempo quella fiducia che avrebbe dovuto avere la prima punta del terminale offensivo brindisino. Una situazione che ha sicuramente compromesso le prestazioni della squadra che non ha più trovato un equilibrio ed una identità marcata.
Ovviamente in una stagione così lunga e complicata le variabili per un successo finale sono tante ed è palese che ci sono sicuramente tante le cose su cui bisogna riflettere.
Due anni di Legadue hanno dimostrato che questo campionato è duro e complicato. Non si spiegherebbe diversamente come club importanti come la Fortitudo Bologna da anni provano a fare il grande salto o come società come Cantù hanno dovuto provarci per diversi anni prima di compiere il grande salto. Serve programmazione, conoscenza del mercato, stranieri adatti alla causa, pazienza e magari anche un pizzico di fortuna.
Ieri coach Bucchi in sala stampa ha dichiarato pubblicamente che non siederà più sulla panchina brindisina dopo le due stagioni in cui aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per portare a casa l’agognata promozione. Al coach bolognese va riconosciuta la volontà di averci provato sino alla fine anche se, com’è normale che sia, quando si perde le responsabilità sono equamente divise tra tutte le componenti.
Conoscendo la proprietà siamo convinti che sin da oggi staranno lavorando per organizzare al meglio il futuro della società.
Probabilmente valuteranno la possibilmente di inserire nell’organico un direttore sportivo che conosca bene il mercato ed insieme al nuovo allenatore costruire un roster che possa attuare gli obiettivi societari.
In questo momento in Italia ci sono tanti ottimi allenatori tra cui giovani interessanti capaci di lavorare su un progetto ad ampio respiro che punti anche alla valorizzazione di alcuni prospetti (anche locali) ed alla costruzione di un sistema che coniughi risultati sportivi e gestione finanziaria sostenibile.
Inoltre va riconquistata la fiducia di quei tifosi che vivono in simbiosi con la prima squadra della città e che quest’anno, forse per la prima volta da tantissimi anni, hanno manifestato il loro disappunto nei confronti di alcuni tesserati e su alcune scelte societarie.
Un progetto che abbia una visione avendo come orizzonte la capacità di sapere dove si vuole andare e con chi lo si vuole realizzare.
E’, in sintesi, il tempo delle riflessioni mature, serene e responsabili e l’augurio è che questa società, come dimostrato negli anni passati, sappia lavorare in quel senso.
Con disciplina, autorevolezza ed amore per i colori della città.
Valtur Brindisi – Tezenis Verona 69-77 (22-15, 14-24, 23-21, 10-17
Brindisi : Cinciarini 7, Ahmad 16, Jones 8, Esposito 16, Vildera 5, Radonjic 2, Maspero 3, Fantoma 2, Errico n.e., Corlianò n.e., Mouaha 0, Miani 8. All. Bucchi
Verona : McGee 21, Johnson 8, Zampini 13, Baldi Rossi 8, Bolpin 0, Poser 2, Monaldi 8, Loro 8, Serpilli 0, Ambrosin 9. All. Ramagli
Foto Vincenzo Tasco
Dario Recchia












































