Strutture sportive cercasi: Latiano reclama il diritto allo sport

“Strutture sportive cercasi”. È il titolo dell’iniziativa in programma oggi (Sala Flora Palazzo Imperiali ore 18) a Latiano, promossa dall’associazione L’Isola che non c’è, per riportare al centro del dibattito pubblico una questione che la città si trascina da decenni: la cronica carenza di impianti sportivi.

All’incontro parteciperanno il vicepresidente della Giunta regionale pugliese Cristian Casili e il sindaco Angelo Caforio. A moderare il confronto sarà il presidente onorario dell’associazione, il giornalista Franco Giuliano.

L’obiettivo è quello di: richiamare l’attenzione delle istituzioni, dalla Regione Puglia alla nuova amministrazione comunale appena insediata, sulla necessità di dotare Latiano di strutture sportive adeguate, a cominciare da un palazzetto dello sport.

Una carenza che, secondo l’Associazione, rischia di consegnare alla città un vero e proprio primato negativo.

Latiano conta infatti:

13.222 abitanti.

E sul territorio risultano:

31 associazioni culturali e sportive, iscritte nel registro comunale.

Queste le strutture a disposizione?

– 1 circolo tennis comunale, affidato in concessione per 25 anni, attraverso un partenariato pubblico-privato, a privati;

– 1 campo di calcio nella zona 167, privo di omologazione (in concessione per 10 anni alla Associazione “Uno di Noi”;

– 1 campo sportivo comunale, recentemente ristrutturato con un investimento di circa 1 milione di euro sostenuto dalla precedente amministrazione, utilizzabile fino alla categoria Promozione e privo di una tribuna per gli ospiti. Affidato, attraverso un protocollo d’intesa a scadenza a “Uno di noi” e “Us LATIANO”.

– 2 palestre scolastiche, una delle quali alcuni anni fa fu interessata da un intervento di pitturazione realizzato anche grazie al contributo dell’associazione e al coinvolgimento di aziende locali;

– 1 piscina privata, realizzata su area pubblica.

Un patrimonio che, secondo “L’Isola che non c’è”, non appare adeguato alle esigenze di una comunità di oltre 13 mila abitanti.

E il problema riguarda non soltanto le società sportive già esistenti, ma anche e soprattutto la possibilità di farne nascere di nuove.

A Latiano operano infatti circa:

– 20 cooperative sociali.

Di queste, circa: 4/5 ospitano minori, che potrebbero usufruire delle strutture sportive per attività educative, formative e di socializzazione.

La mancanza di impianti adeguati, dunque, non è soltanto una questione legata allo sport. È una questione sociale, educativa e di crescita della comunità.

L’assenza di un palazzetto dello sport (con posti a sedere, parcheggi e verde) ha inoltre rappresentato un ostacolo alla nascita e allo sviluppo di discipline come pallavolo, basket e calcio a 5, che proprio in una struttura polivalente potrebbero trovare spazi adeguati per allenarsi e disputare le proprie gare.

E alcune realtà, nel frattempo, sono scomparse oppure sono state costrette a guardare altrove.

È il caso, ad esempio, di una società di calcio a cinque che aveva sede a Latiano e che, per la mancanza di strutture adeguate, si è trasferita a Brindisi, cambiando anche denominazione. Oggi si chiama con un nome diverso della città nella quale è nata.

Una fotografia che pone una domanda inevitabile: può una città di oltre 13 mila abitanti, con decine di associazioni e tanti giovani, continuare a fare sport senza disporre di un vero palazzetto dello sport?

Non sappiamo se tutto questo sia sufficiente per assegnare a Latiano il poco invidiabile primato di “città senza sport”. Ma è una domanda che “L’Isola che non c’è” intende rivolgere direttamente al vicepresidente della Giunta regionale e assessore Cristian Casili, chiamandolo a confrontarsi con una situazione che la città denuncia da troppo tempo.

Perché lo sport non è soltanto agonismo. È aggregazione, inclusione, educazione, prevenzione e crescita sociale.

Ed è proprio per questo che Latiano chiede alle istituzioni di passare dalle parole ai fatti.

La speranza è che la nuova amministrazione comunale, con il sostegno della Regione Puglia e dell’assessore Casili, possa finalmente aprire una nuova stagione di investimenti nello sport e nelle strutture che lo rendono possibile.

Perché senza impianti non c’è sport. E senza sport una comunità perde una straordinaria occasione di crescita.

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