Segnale tv, disagi a Brindisi: chiesto l’intervento di Rai Way e autorità

BRINDISI – La persistente e diffusa criticità nella ricezione del segnale radiotelevisivo nel territorio di Brindisi – con particolare incidenza nelle frazioni e nei quartieri periferici come Tuturano – non è più derubricabile a mero disservizio tecnico occasionale. Si tratta di una vera e propria lesione dei diritti dei consumatori e degli utenti , configurabile come una potenziale interruzione del servizio pubblico e un inadempimento contrattuale da parte del concessionario pubblico.

Il fondamento giuridico: l’illegittimità del prelievo forzoso

Il Canone in bolletta: Ai sensi della normativa vigente, il canone di abbonamento televisivo viene addebitato in modo forzoso all’interno della fattura per i consumi di energia elettrica. La certezza e l’inderogabilità del tributo non trovano però corrispondenza nella certezza del servizio reso.

Il Contratto Nazionale di Servizio: La RAI opera in regime di concessione pubblica ed è vincolata al rispetto del Contratto di Servizio stipulato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Tale atto impone standard stringenti di copertura territoriale e continuità del segnale. Il mancato adempimento di tali standard legittima gli utenti a ipotizzare azioni di classe ( class action ) per il ristoro dei danni subiti a causa del degrado del segnale, rumoroso e nocivo persino per il benessere visivo.

Le TV Commerciali: Sebbene il modello di business si basi sul mercato pubblicitario indirizzato al consumo, l’assegnazione delle frequenze nazionali (fino al refarming della banda 700 MHz correlata allo sviluppo del 5G) impone anche ai network privati ​​precisi obblighi di efficienza tecnica verso l’utenza finale.

La responsabilità politica: il silenzio delle istituzioni

I cittadini non dimenticano le azioni politiche intraprese in sede parlamentare. Si ricorda, in particolare, l’iniziativa di sindacato ispettivo promossa alla Camera dei Deputati dall’ On.le Mauro D’Attis e da altri colleghi pugliesi, i quali avevano investito formalmente il Ministero competente per fare luce sui disservizi nella provincia di Brindisi.

A distanza di tempo, la domanda politica si fa stringente: quali esiti concreti ha prodotto quell’interrogazione parlamentare? Quali impegni vincolanti sono stati assunti da Rai Way o dagli organi ispettivi territoriali? La persistenza dei medesimi blocchi di frequenza dimostra che le rassicurazioni fornite in sede ministeriale non si sono tradotte in interventi strutturali di ottimizzazione delle infrastrutture di trasmissione locali.

Appello alle Autorità e preavviso di tutela legale

La televisione non rappresenta soltanto un mezzo di svago (dalle competizioni sportive ai programmi di intrattenimento), ma assolve a una funzione costituzionalmente garantita di diritto all’informazione e coesione sociale, fondamentale per le fasce di popolazione più vulnerabili e anziane.

Si richiede l’intervento immediato e congiunto di:

AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per l’avvio di un’istruttoria ispettiva sulla qualità delle frequenze a Brindisi.

MIMIT (Ispettorato Territoriale Puglia) per verificare l’esistenza di interferenze radioelettriche dannose.

Rai Way, affinché proceda alla riconfigurazione immediata dei ripetitori e dei sistemi di irradiazione del segnale.

In assenza di riscontri tecnici oggettivi e risolutivi entro i termini di legge, la cittadinanza si riserva di adire le vie legali tramite le associazioni dei consumatori, richiedendo la sospensione o il rimborso della quota del canone RAI per accertata inadempienza contrattuale e l’attivazione della procedura formale di bonifica tecnica.

Per i Cittadini del Territorio di Brindisi

Angelo Caniglia Segr. Nazionale di «Italia Liberale»

 

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1 COMMENTO

  1. Ci impongono di pagare il canone TV rai e nemmeno la riusciamo a vedere e questa situazione si protrae nel tempo..in Italia non funziona nulla,ma paghi tutto…ci voleva uno sfogo..

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