BRINDISI – La nomina degli scrutatori al Comune di Brindisi per l’ormai prossimo referendum del 4 dicembre ha scatenato polemiche a non finire.

D’altra parte, come dare torto a chi, in questi giorni, ha dato addosso a chi ha deciso di ignorare completamente le indicazioni del sindaco Carluccio e di gran parte dei partiti dell’opposizione ma anche della maggioranza (vedi i Conservatori e Riformisti, ndr) che avevano chiesto a gran voce che si procedesse al sorteggio e non, come è accaduto, alla nomina diretta…..

E’ così che abbiamo assistito alla designazione di mogli, nipoti a go go, fidanzate, mamme, sorelle, generi ed affini e chissà quanta altra gente cui difficilmente si riuscirà a risalire, laddove non è stato possibile farlo attraverso i nomi e cognomi.

Della commissione elettorale – va ricordato – fanno parte, oltre al sindaco Carluccio, i consiglieri Luigi Sergi e Giampiero Epifani per la maggioranza e Antonio Pisanelli per l’opposizione.

Eppure esempi virtuosi ce ne sono stati, come ad esempio nelle vicine Mesagne o Francavilla Fontana dove, molto correttamente, i sindaci Pompeo Molfetta e Maurizio Bruno hanno fatto sì che si procedesse nella massima trasparenza. Ma a Brindisi, invece, anche chi solitamente ‘predica bene’, alla resa dei conti razzola malissimo. “Affari di famiglia”, così qualcuno li ha definiti. Proprio come nel famoso film americano, vero e proprio fenomeno televisivo, poi sbarcato anche in Italia.

Eppure, tra quelli che hanno dato adito a queste polemiche c’è anche chi si è scagliato contro il gruppo “Lidl” e le modalità di assunzioni, a suo dire poco trasparenti. Ma tant’è. A Brindisi accade tutto ed il contrario di tutto…

Le reazioni sono state delle più disparate: dal chi ha detto “non lo sapevo”, a chi si è difeso dicendo “non ci vedo nulla di strano”…. Ma è sempre questione di punti di vista.

La brutta pratica clientelare si è ripetuta anche a Pescara ed a Taranto, dove il sindaco Ippazio Stefano ha finanche minacciato le dimissioni. Non che questo ci faccia sentire meglio, per carità: siamo dell’avviso che dovremmo guardare sempre a chi opera meglio di noi.

Eppure, c’è chi il buon senso lo adotta. Basti dare uno sguardo al comune di Pulsano, in provincia di Taranto, dove l’Amministrazione comunale ha proceduto ad un avviso pubblico per la nomina degli scrutatori in occasione delle elezioni referendarie. In questo piccolo paesino ionico, infatti, la Commissione ha proceduto alla nomina degli scrutatori tramite sorteggio “tra coloro che, iscritti nell’Albo delle persone idonee a svolgere la funzione di scrutatore”, hanno fatto pervenire domanda all’Ufficio elettorale del Comune, dichiarando “di essere iscritti nell’Albo degli scrutatori, nelle liste di collocamento del centro impiego di Grottaglie in qualità di disoccupato o inoccupato, di essere studente, anche se non iscritto nelle liste di collocamento e di essere residente nel Comune di Pulsano”.

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Facile no?

Ma, forse, a Brindisi si ha persino la presunzione di sapere chi è all’altezza del compito di scrutatore e chi no. Lo stesso sindaco Angela Carluccio, pochi giorni fa, aveva, infatti, dichiarato ad un quotidiano locale che lo scopo del “sistema misto era quello di evitare che ad occuparsi delle operazioni di voto fosse gente impreparata”. Quasi a dire “i ‘nostri’ sono preparati, gli altri no’”. I giovani brindisini che non sono rientrati tra i ‘fortunati’ prendano, dunque, atto di essere più ignoranti di mogli, mamme, sorelle, nipoti, generi ed affini dei nostri consiglieri e assessori comunali.

 

Pamela Spinelli
Direttore responsabile

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