bobo aprile

BRINDISI – Il Sindacato Cobas organizza una assemblea informativa domani, venerdì 9 Febbraio,  alle ore 11,00 presso l’ospedale Perrino per i lavoratori della Sanitaservice di Brindisi sui contenuti  dell’appuntamento in Regione Puglia avvenuto Lunedì 5 Febbraio 2018 .

A Bari si è svolto   un incontro  consultivo , voluto dalla Regione Puglia , sulla grave situazione che si è venuta a creare dopo la richiesta di ottemperanza da parte del Consiglio di Stato  di una sentenza avvenuta il 2015.

Il Sindacato Cobas è assolutamente contrario a tornare indietro per i lavoratori delle pulizie di Brindisi; ritiene che questa vecchia sentenza possa rappresentare una sorta di cavallo di Troia  per opera  della lobby delle aziende private; le aziende private vogliono a tutti i costi smantellare l’esperienza della internalizzazione di alcuni servizi Asl in Sanitaservice avvenuti nel corso di questi anni.

Ha presentato delle proposte credibili  che devono essere attuate in tempi brevissimi , pena la possibilità di una loro attuazione.

Una torta  di appalti in Puglia valutata in 180 milioni di euro l’anno ,  sottratti alle grinfie di padroni speculativi e voraci   .

Il Sindacato Cobas è stato protagonista della lotta per la internalizzazione dei lavoratori Markas di Brindisi attraverso anni di dure lotte .

Ieri come oggi ci opporremo ad una ingiustizia , perché indietro non vogliamo tornare.

Quello che segue è l’intervento con le proposte  del nostro referente regionale Cobas , Giancarlo Petruzzi ,esposte nel corso della riunione di Bari che abbiamo voluto riportare in questo comunicato stampa.

Per il Cobas Roberto Aprile

Intervento di Giancarlo Petruzzi, referente regionale Cobas all’incontro in Regione di Lunedì 5 Febbraio 2018.

Con Sentenza n. 358/2018 il Consiglio di Stato (terza sezione) si è espresso in merito all’ottemperanza della sentenza 2291/2015 con la quale lo stesso Consiglio aveva bocciato l’affidamento diretto del servizio di pulizie deliberato dalla ASL Brindisi in favore della Sanitaservice ASL BR. La sentenza 2291 dichiarava inammissibile l’affidamento diretto in virtù del venir meno (per dichiarata incostituzionalità) di alcune disposizioni dell’art. 4 del d.l. 95/2012 tra cui il comma 8 che permetteva il ricorso all’in houseproviding  con affidamento diretto in deroga a quanto normato con il comma 7 che imponeva l’acquisizione di beni strumentali mediante procedure concorrenziali. Solo successivamente il quadro normativo in materia veniva modificato con l’adozione del nuovo Codice degli Appalti e del Testo Unico sulle Società Partecipate che recepiscono la Direttiva 24/2014/UE. Il nuovo quadro normativo non solo legittima il ricorso all’In House Providing con l’affidamento diretto da parte delle Pubbliche Amministrazioni, ma ne definisce i criteri indicando i requisiti delle Società in House e le tipologie dei servizi per i quali si può procedere all’affidamento diretto. Ebbene, le Sanitaservice pugliesi hanno tali requisiti e le attività di pulizie rientrano tra i servizi indicati dalla norma, cioè quelli strumentali.

Analoga sentenza aveva interessato la ASL di Taranto che si era vista bocciare una delibera di affidamento del servizio di pulizie fatta nello stesso periodo. In tale sentenza vi erano le stesse motivazioni rappresentate in quella relativa a Brindisi con una ulteriore valutazione nel merito della scorretta elaborazione del business plan di corredo. La scelta della ASL di Taranto è stata, con la condivisione dei Cobas, di annullare la delibera eccepita dal TAR e riproporla ai sensi della nuova normativa approvata nel frattempo, corretta nel merito del business plan, ottemperando così nei fatti alla sentenza.

Senza entrare nel merito delle scelte operate in seno alle diverse ASL, non si può non affermare che la scelta difensiva della ASL di Brindisi si è dimostrata perdente. Tuttavia i Cobas hanno continuato a fare proposte di soluzione che avrebbero potuto permettere ai circa 300 lavoratori nel frattempo transitati alle dipendenze della Sanitaservice di Brindisi di non essere rigettati nella giungla degli appalti, mantenendo le conquiste economiche e contrattuali che si erano conquistati con la lotta. La proposta Cobas era di “svuotare” il servizio di pulizie e integrarle al servizio di ausiliariato già precedentemente affidato e che non era eccepito. Tale proposta nasceva dalla constatazione che il servizio di ausiliariato prevede anche le attività di pulizia e che nelle altre Sanitaservice pugliesi tali attività sono state integrate sin dall’origine. Inoltre bisogna considerare che le due attività (di fatto è una unica attività) erano originariamente oggetto di un unico appalto e che solo alcuni anni fa erano stati distinti, per non precisati motivi, in due appalti distinti. Per cui i lavoratori attualmente impiegati nelle pulizie, in un passato recente, hanno già operato al fianco e negli stessi servizi con gli attuali ausiliari. La proposta Cobas, pur incontrando un positivo interesse da parte della Dirigenza ASL, si è scontrata con le “resistenze” di tutte le altre Organizzazioni Sindacali dichiaratesi ostili ad una integrazione dei servizi come se rappresentasse una sorta di demansionamento del personale ausiliario. Si noti che l’inquadramento contrattuale è lo stesso. Posizione miope e corporativa alla quale i Cobas si sono opposti. Inoltre sarebbe stato possibile, laddove fosse stata condivisa una ipotizzata maggiore specializzazione degli ausiliari, attivare le procedure di progressione orizzontale di tale personale facendoli transitare nei profili contrattuali A2 e A3 previsti dal contratto AIOP. Oggi la sentenza di ottemperanza non lascia altra possibilità che di avviare una nuova gara di appalto, per evitare che si nomini un commissario ad acta (che opterebbe per il ricorso a Consip, distruggendo in un colpo le conquiste fatte e rischiando di non poter neppure garantire i livelli occupazionali), ma non impedisce che, in virtù del nuovo quadro normativo e prima che si concluda la nuova gara di appalto, si possa riproporre il ricorso all’affidamento diretto. I Cobas perseguiranno questo obiettivo chiamando i lavoratori interessati alla mobilitazione in tutte le sue forme pur di evitare il ritorno allo sfruttamento e al malaffare.

Di certo la sentenza di ottemperanza relativa alla ASL di Brindisi non inficia in alcun modo la legittimità degli affidamenti operati prima del 2014 e dopo l’adozione del Testo Unico (Legge Madia). Di certo appare forzata la lettura che alcuni giornali fanno negli ultimi giorni della vicenda, spingendosi ad affermare che non è più possibile l’affidamento diretto per le attività di pulizia. E’ lecito chiedersi se tali (dis)informazioni sono dettate da una lettura frettolosa delle sentenze o se sono veicolate da soggetti che mirano a delegittimare le Sanitaservice. Forzata e fuorviante appare anche la presunta soluzione tratteggiata dagli uffici della Regione secondo la quale si dovrebbe costituire una Società Regionale che partecipi alle gare di appalto, competendo alla pari con il privato. E’ evidente che questo significherebbe, per le norme attuali, dover rinunciare a tutti gli affidamenti diretti e non poter garantire (anzi, il contrario) il mantenimento del Contratto Aiop attualmente in uso.

La soluzione regionale, lungi dall’assicurare ai lavoratori il godimento delle attuali condizioni economiche e contrattuali, di fatto smantellerebbe il sistema di In House Providing nella sanità pugliese, con notevoli difficoltà di gestione anche nel caso dovesse permettere il mantenimento dei servizi in capo alla Sanitaservice. Da sempre la O.S. Cobas ha evidenziato la necessità di garantire un maggiore coordinamento tra le Società e una costante azione di indirizzo e controllo da parte dell’Assessorato Regionale, attraverso un organo istituito con forza di Legge Regionale, sulla falsariga dell’ANAC a livello nazionale

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