SALUTE ED ESTETICA – Obesità e coronavirus

obesi

L’obesità rappresenta un fattore di rischio per molte patologie e purtoppo, gli studi che si stanno effettuando sulla infezione da coronavirus, evidenziano che questa condizione, sia un fattore prognostico negativo( e cioè una condizione che aggrava l’infezione). Questo perché si è visto che in una fase intermedia della infezione, c’è un aumento spropositato di tutti gli indici di infiammazione, che genera poi l’aggravamento delle condizioni di salute di chi ne è infetto. Nella obesità, gli indici di infiammazione sono già cronicamente alterati.

Chi è obeso, ha gli indici di infiammazione, perennemente elevati ed è facile capire come l’infiammazione, si sommi alla infiammazione causata dal virus, peggiorandone l’evoluzione.

Altri fattori prognostici negativi sono l’età avanzata , il sesso maschile, la BPCO, le malattie cardiovascolari, le malattie cerebrovascolari, il diabete.

L’ultima cosa che voglio fare, in questo periodo, è quella di assegnare diete drastiche o togliere a chi è in quarantena, il gusto della cucina e della panificazione, che sta aiutando molti di noi in questo periodo. Ma il consiglio più sensato è quello di avere maggiore attenzione verso questi fattori prognostici.

Chi ha queste caratteristiche deve senza ombra di dubbio, tutelarsi maggiormente, RIMANENDO A CASA. Ci sono tanti malati, con febbre, tosse, astenia, mialgie, dolori alle articolazioni, diarrea, vomito, ageusia ( perdita del gusto), anosmia(perdita dell’olfatto). Anziani con sintomi simili ai disturbi di circolo, che tutto fanno pensare tranne che al coronavirus. Tutti sintomi, che sono stati ritrovati dai colleghi del Nord Italia, in pazienti che dopo aver effettuato il tampone, sono risultati positivi. Sicuramente, se facessimo i tamponi a tutti, scopriremmo che i numeri dei contagi reali, non sono quelli ufficiali, ma sono molti di più. Tutta gente che noi medici di famiglia stiamo curando a casa, tra l’altro con il perentorio obbligo da parte del Governatore della Puglia di non visitare personalmente i pazienti ( per evitare di fungere da veicolo di trasmissione). Pazienti per i quali non viene effettuato il tampone e se effettuato, viene refertato dopo giorni ( anche 3-10 giorni). Abbiamo serie difficoltà anche a comunicare con il dipartimento di prevenzione. In questi giorni, c’è un gran parlare, dell’apertura del laboratorio analisi del Di Summa, dei reagenti che mancano, dei posti in ospedale che non sono sufficienti, della chiusura dei reparti per quarantena, delle strutture che non sono idonee, dei servizi che non funzionano. Sono tutte criticità che conoscevamo, ma riguardo alle quali, discuterne ora non ha alcun senso.

 La riuscita di questa battaglia dipende SOLO da noi: non affolliamo supermercati, uffici postali, farmacie, per cose di cui possiamo fare a meno. Evitiamo di uscire i bambini, di uscire per andare dal medico di famiglia. Adesso è possibile, tramite un codice, comunicato al paziente dal medico di famiglia, andare in farmacia e ritirare direttamente i farmaci. Per gli anziani ed i malati, ci sono i ragazzi della Croce rossa, che stanno facendo un ottimo lavoro, spostandosi al posto loro. La maggior parte dei servizi essenziali effettuano il servizio a domicilio. Infine, molti cittadini si stanno mobilitando per aiutare gente in difficoltà economiche. Insomma, non abbiamo scuse. Se questa macchina( guidata da noi cittadini), funziona, non avremo bisogno di ricorrere alla nostra fragile “ sanità”. Andrà tutto bene, ma dipende SOLO da noi

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