BRINDISI – Lunedì prossimo, 30 gennaio, si torna alla (quasi) normale attività amministrativa. Si andrà, infatti, in Consiglio comunale per discutere della rottamazione delle cartelle Abaco. Non ci sarà il sindaco Angela Carluccio (quasi) dimissionaria. Ma ci saranno la Giunta comunale al completo, con il sindaco facente funzioni Mary Romanelli, ed il Consiglio comunale. Una questione, quella della rottamazione delle cartelle Abaco, frutto di una mozione presentata dai consiglieri Nando Marino e Rino Scarano, fatta propria dall’intero gruppo dei 17 consiglieri di opposizione e che ha portato gli stessi consiglieri ad assumere un atteggiamento di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini che potranno eventualmente usufruire di tale decisione. Il condizionale è d’obbligo, atteso che da Palazzo di Città sono sempre più insistenti le voci secondo cui non ci sarebbe la volontà di andare verso questa direzione. Approvare la rottamazione delle cartelle Abaco, infatti, significherebbe una minore entrata, nelle già disastrate casse comunali, di circa 1 milione e 700mila euro. Una cifra, questa, che metterebbe a rischio il bilancio comunale e decreterebbe, quindi, la possibilità che si possa andare incontro allo sforamento del Patto di stabilità.

Intanto, pare quasi certa la presenza di tutti e 17 i consiglieri comunali che sono, poi, gli stessi che hanno firmato la mozione di sfiducia al sindaco. Bisognerà vedere se la maggioranza si presenterà in assise, ad inizio seduta, per contribuire alla apertura del consiglio comunale. Se, infatti, dovesse mancare anche solo uno dei consiglieri della opposizione, il Consiglio non si potrebbe insediare ed i cittadini di Brindisi si vedrebbero sfumare la opportunità di poter usufruire della rottamazione delle cartelle Abaco. Qualora, invece, l’assise si dovesse svolgere regolarmente, sarà interessante capire come si regolerà durante il voto – sempre che possa votare – la consigliera dei centristi Iolanda Guadalupi, dipendente proprio della società di riscossione dei tributi Abaco.

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