Rinuncia ai domiciliari pur di non stare con la moglie

A un pregiudicato di 54 anni, una mattina di giugno, gli viene notificato il provvedimento che lo condanna agli arrestidomiciliari.Nell’ultimo periodo, prima di essere chiamato a scontare errori “di gioventù”, aveva provato a dare una svolta alla sua vita, cercando di mettere su un’autorimessa assieme al padre. Un’attività pulita, dignitosa, per poter garantire un po’ di stabilità al suo nucleo familiare. Ma la legge, inesorabilmente, gli ha presentato il conto di una serie di piccoli reati che aveva commesso in precedenza: un anno e un mese, pena da scontare ai domiciliari.Ma dopo venticinque giorni, l’uomo non ha retto più, è uscito di casa ed è andato diretto dalla polizia: “Preferisco il carcere a mia moglie, abbiamo avuto una violenta lite e non voglio più stare con lei”.«Meglio in galera che in casa, altrimenti con quella finisce male», avrebbe detto agli agenti di polizia.Del resto, nel quartiere, era risaputo che il rapporto tra i due non fosse tutto rose e fiori.Così il giudice ha accolto la sua richiesta, decidendo di fargli scontare il resto della pena dietro le sbarre. Come desiderava.

Massimo Galantucci

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