Rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brindisi

Si sono svolte, con le modalità telematiche, le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brindisi per il quadriennio 2025-2029.

Il quorum è stato raggiunto, come di consuetudine, alla prima votazione, a testimonianza di un perdurare di affezione alla struttura ordinistica da parte delle Iscritte e degli Iscritti.

Sono risultati eletti gli architetti Maurizio Marinazzo, Cecilia Capobianco, Angelo Dell’Anna, Maura Gemma, Francesco Urso, Valerio Grassi, Antonio Calò, Federica Mazza, Carlo Faccini, Angela Mirenda e Antonia Segreto.

Nella seduta di insediamento, che si è svolta il 12 settembre 2025, si è proceduto con la elezione, avvenuta alla unanimità, delle cariche direttive. Presidente e Vice Presidente sono stati eletti, rispettivamente, Maurizio Marinazzo e Angelo dell’Anna, Segretario Cecilia Capobianco e Tesoriere Carlo Faccini. Nella prossima seduta di Consiglio saranno affidate ad ogni Consigliere le deleghe per settori ed ambiti specifici, che si affronteranno durante il mandato attraverso l’apporto di commissioni e gruppi di lavoro aperti al contributo di tutti gli Iscritti.

Anche usufruendo di una rappresentanza territoriale più ampia all’interno dell’organo direttivo si favoriranno consigli aperti ed itineranti, per meglio interloquire e confrontarsi con uffici, stazioni appaltanti ed amministrazioni pubbliche, oltre che con gli Iscritti stessi. Al centro di attività e iniziative, a partire da quelle connesse all’aggiornamento professionale, saranno il ruolo dell’Architetto e la qualità della progettazione, le competenze professionali e le dinamiche multidisciplinari, per cogliere evoluzioni, opportunità e criticità della fase complessa che stiamo vivendo.

Siamo consapevoli, infatti, che in una congiuntura internazionale delicata e densa di pericoli, nel nostro Paese, come nella nostra Regione, stanno prevalendo incertezze e vuoti normativi e false semplificazioni, che rendono ancora più difficile lo svolgimento della professione e costituiscono un rischio per la tutela e lo sviluppo dei nostri territori, di per sé già fragili.

Centrale sarà una inversione di tendenza nelle politiche degli appalti e dei contratti pubblici, puntando, innanzi tutto, a processi di “sburocratizzazione” e innovazione effettive, che salvaguardino la qualità degli interventi. Contestualmente alla precisazione della riserva alle professionalità interne alle stazioni appaltanti delle sole fasi di programmazione e di controllo dovrà corrispondere la competenza dei livelli di progettazione e direzione dei lavori ai liberi professionisti.

Ci si augura pure che possa ricostruirsi un fronte compatto delle professioni tecniche, quale interlocutore autorevole ed ascoltato delle pubbliche amministrazioni e riferimento certo della pubblica opinione. Anche in tal senso il Consiglio neo-eletto assicura piena e convinta disponibilità.

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO