BRINDISI – Si aggroviglia sempre più la matassa del passaggio di consegne del servizio alla Ecologia Falzarano. L’Amministrazione comunale e la ditta, al momento, non hanno ancora raggiunto un accordo sulle indennità suppletive rispetto al contratto collettivo nazionale. Si parla di oltre 500.000 euro di aggravio di costi: il problema lamentato dalla Falzarano consta nella mancata immissione di tali cifre nel canone che il Comune dovrà versare alla ditta, la quale pertanto vorrebbe che l’Ente si facesse in parte carico di tali costi.
Altra questione pendente riguarderebbe alcuni ex lavoratori della Monteco, che superate le vicissitudini giudiziarie che li hanno interessati adesso chiedono a gran voce il reintegro. Anche in questo caso, chi si accollerebbe i costi di tali indennità? Ciò, soprattutto alla luce della necessità opposta di sfoltire la pianta organica, rappresentata, ad esempio, dalla previsione nel capitolato d’appalto di una disposizione che vieta la sostituzione di un lavoratore anche in caso di morte.
Come se quanto rappresentato non bastasse, si apprende in queste ore di un’ulteriore vicenda destinata a pesare sul tavolo già infuocato delle trattative. L’ex direttore di Monteco, Piero Gioia, è infatti in procinto di avanzare al Comune istanza di reintegro nella platea storica, sulla scorta della sentenza emessa dal tribunale nel novembre scorso e passata in giudicato il 27 febbraio scorso. A ricostruire la vicenda è stato lo stesso Gioia, da noi contattato.
“Nel settembre del 2011 fui licenziato da Monteco poiché sosteneva fosse intervenuto il superamento dei limiti di malattia previsti per contratto. Così, nell’ottobre di quell’anno, intentai una causa contro la ditta, basata sulla dimostrazione che quelle assenze erano state determinate da malattie ingenerate dalla tipologia di lavoro svolto. Quella causa ha avuto termine nel novembre scorso, e si è conclusa con l’accoglimento della mia domanda giudiziale, ovvero con il riconoscimento della malattia professionale e con la consequenziale invalidità di quel licenziamento. Decorsi i termini per l’impugnazione, la sentenza è passata in giudicato, pertanto ci stiamo accingendo a presentare formale richiesta al Comune – in quanto committente – di reintegro nella platea storica”.
Le legittime richieste di Piero Gioia, giunte in questo momento storico in cui si era già alle prese con i conti della serva tra le parti, rischiano di aumentare il nervosismo al tavolo delle trattative anche perché, a quanto è dato sapere, peserebbero per una cifra che sfiorerebbe i 100.000 euro annui.
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Andrea Pezzuto Redazione |













































