La Giunta Comunale di Brindisi stamane ha approvato, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Livia Antonucci, una delibera contenente le linee di indirizzo per il Piano industriale da porre alla base della gara decennale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella città di Brindisi.
Si tratta di un importante passo in avanti che legittima il gran lavoro svolto fino ad oggi, che tiene conto degli aspetti normativi in vigore, con il chiaro intento di allineare Brindisi agli obiettivi europei, nazionali e regionali. In particolare, il risultato minimo che si intende raggiungere è quello della raccolta differenziata al 65%, con una drastica riduzione del conferimento in discarica.
Il punto di partenza del lavoro svolto non poteva che essere quello di una fotografia della situazione attuale che evidenzia un modello gestionale con costi elevati e con basse percentuali di differenziata, frutto di conferimenti incontrollati. A ciò si aggiunge la consapevolezza che il modello del “porta a porta” non risponde più alle diverse caratteristiche urbanistiche della città.
Da qui la consapevolezza che necessita un approccio territoriale differenziato, con un sistema di raccolta basato sulla densità abitativa, sulla tipologia edilizia, sulla viabilità, sulla presenza di condomini e sulle funzioni urbane.
“Siamo giunti alla conclusione – afferma l’Assessore Antonucci – che il sistema di raccolta debba per il futuro essere impostato diversamente, partendo proprio dagli elementi emersi in questa fase di studio e dalla certezza che il modello non potrà essere uguale in ogni parte della città, pur se impostato su sistemi di innovazione gestionale che conferiranno maggiore efficienza al servizio. E’ indubbio, inoltre, che i cittadini abbiano il diritto di essere informati in maniera più puntuale e soprattutto che possano esprimere le proprie valutazioni e formulare le proprie richieste. A tal proposito, anticipo che, a partire dai prossimi giorni, sarà attivo un numero whatsapp attraverso cui evidenziare un problema o formulare una proposta. Si tratta di un sistema che ci consentirà di migliorare anche il monitoraggio del servizio, a beneficio dei cittadini e di una città che tutti vogliamo più pulita. Il tutto, traguardando anche il risultato di costi più contenuti e quindi di una Tari che pesi meno sulle tasche dei cittadini. Ecco, le linee-guida che abbiamo approvato oggi vanno proprio in questa direzione”.












































Speriamo bene. Andando in giro per la città è evidente quanto sia sporca. Le colpe vanno divise tra i concittadini (quelli che abbandono i rifiuti in strada , che fanno urinare i cani senza gettare dell’acqua, che nn raccolgono le deiezioni), tra chi non vigila per far rispettare le norme previste e tra chi ha firmato i contratti di appalto con l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti (impensabile che nn venga effettuato il lavaggio delle strade ad alta densità di frequenza). Tutti hanno un pezzo di colpa. Bene cambiare impostazione ma sarebbe altrettanto utile che qualcuno iniziasse a pagare. Possibile che solo a Brindisi la polizia municipale non abbia individuato un solo trasgressore tra chi abbandona i rifiuti! (Le segnalazioni sono state fatte e sono circostanziate). Sembra un record. Ci sono strade in centro città nelle quali cresce l’erbaccia e resta li per mesi. In quelle strade sarà capitato al sindaco all’assessore competente,ad un dirigente comunale ad un vigile urbano, ad un giornalista . Immagino di sì. Quindi ben venga questa novità ma se non cambiano alcune cose non ci resterà che chiamare il senatore Borrelli e fargli sposare la battaglia. “Brindisi città pulita”.
Preparatevi a sborsare più soldi di tasse.