Richiesta di tavolo di confronto sugli episodi di violenza presso il CAS Green Garden di Carovigno

migranti_del_cas_picchiati_a_carovigno - foto gazzetta del mezzogiorno

Il Partito Democratico di Carovigno – tramite il suo segretario cittadino Luigi Bennardi – esprime preoccupazione per i ripetuti episodi di violenza contro ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) Green Garden di Carovigno. Chiede l’istituzione urgente di un tavolo di confronto tra istituzioni locali, forze dell’ordine, operatori del CAS e associazioni, per discutere e trovare soluzioni efficaci che garantiscano sicurezza e integrazione dei migranti.

In questi giorni, a seguito degli atti di violenza perpetrati ai danni di alcuni ospiti del Cas Green Garden di Carovigno, una delegazione del locale Circolo del Partito Democratico ha incontrato il presidente della Comunità Africana provinciale di Brindisi assieme ed alcuni ragazzi interessati dalle aggressioni, per dichiarare la propria piena solidarietà.

Drissa Kone, presidente della Comunità Africana, ha voluto denunciare gli atti di violenza e razzismo, perpetrati negli ultimi due mesi ai danni di ben quindici ragazzi richiedenti asilo aggrediti al rientro dal lavoro. Alcuni ragazzi oltre ad essere stati costretti a far ricorso alle cure sanitarie hanno ricevuto trenta giorni di prognosi, per i danni ricevuti in seguito alle percosse subite anche attraverso l’utilizzo di alcuni bastoni.

Grazie alla disponibilità e collaborazione dei Responsabili ed operatori del Cas e al comandante della Stazione dei Carabinieri di Carovigno, i ragazzi interessati sono stati assistiti nella scelta della denuncia per le aggressioni ricevute. I gravi atti di violenza e razzismo accaduti, assieme agli episodi di questi giorni che hanno riportato alla ribalta mediatica la situazione dei braccianti che muoiono nell’indifferenza totale, vittime del caporalato e dell’agro mafia, ci consegnano un Paese che non perde occasione per irrobustire sempre più la propria indifferenza, considerando i migranti richiedenti asilo sola forza lavoro da sfruttare o distrazioni del sabato sera e non esseri umani.

Per questi motivi, nella piena solidarietà e collaborazione nei confronti della Comunità Africana locale, chiediamo in modo deciso che le Istituzioni intervengano
avviando una discussione ed un tavolo di confronto sull’accaduto. Urge, ad esempio, creare condizioni di sicurezza minime, a tutela dell’incolumità fisica degli ospiti del Cas che percorrono quotidianamente la SS 16 Carovigno – San Vito dei Normanni (es. navetta trasporto pubblico).

Un Paese civile ha l’obbligo di non voltarsi dall’altra parte scegliendo di volta in volta l’opportunità popolare del momento, ma altresì impegnarsi per la sana promozione delle tante storie virtuose di integrazione e per la costruzione di condizioni idonee per un popolo che da tempo ormai è parte essenziale della nostra società.

Nei prossimi giorni assieme ai tanti cittadini che in questi giorni ci hanno contattato per palesarci la propria indignazione per l’accaduto ed in pieno supporto agli amici della Comunità Africana locale, organizzeremo alcune manifestazioni di protesta civile davanti le sedi istituzionali del territorio, nell’auspicio che l’odio razziale venga bloccato e perseguito dalla legge.

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