Radiofrequenza: un macchinario o un fenomeno fisico? Perché non tutti i macchinari sono uguali

Lavorando nel campo della Medicina Estetica, mi rendo conto che su molte metodiche esiste, una confusione, secondo me, pericolosa, tra macchinari e tecnologie utilizzate. Nell’era di Google, si rischia di credere più a pareri letti sul web, che alla laurea e alla specializzazione del proprio medico.

Un macchinario, sul quale è facile incorrere in sbagli di questo tipo è quella che viene chiamata Radiofrequenza. Non tutti sanno che “ le radiofrequenze” sono onde elettromagnetiche a media frequenza: l’onda elettromagnetica è un fenomeno ondulatorio di contemporanee propagazioni periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, oscillanti in piani tra loro ortogonali e ortogonali alla direzione di propagazione.

 Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate da una lunghezza d’onda (λ: distanza tra due successivi massimi o minimi consecutivi di oscillazione) e da una frequenza (v: numero di massimi o minimi che si possono misurare nell’unita’ di tempo; si misura in numero di “cicli” al secondo = Hertz o 1/s) tra loro inversamente proporzionali: tanto minore sarà la lunghezza d’onda, tanto maggiore sarà la frequenza e quindi la quantità di energia a parità di ampiezza (che esprime la potenza) La frequenza non solo definisce la profondità d’azione delle radiofrequenze (maggiore la frequenza, minore la profondità di azione), ma soprattutto è il parametro principale che influenza la modalità di interazione del campo elettromagnetico con un sistema biologico e quindi ne condiziona gli effetti, al punto che un campo elettrico di fissata intensità può essere pressoché insignificante o assai pericoloso, a seconda della sua frequenza: le radiazioni elettromagnetiche vengono infatti suddivise in ionizzanti (frequenza > 300 GHz) e non ionizzanti (< 300 GHz). Le prime trasportano una quantità di energia tale da ionizzare direttamente gli atomi o le molecole irradiate, modificandone la struttura chimica e interagendo col DNA cellulare e sono quindi pericolose per gli esseri viventi; le seconde, invece, interagiscono con gli esseri viventi solo indirettamente, principalmente attraverso effetti termici e sono quindi utilizzate a scopo terapeutico in diversi campi della medicina. Potrei continuare  a descrivere le caratteristiche di tali fenomeni, ma penso che quanto detto sia già sufficiente a rendere più chiara l’idea che un macchinario che utilizza Radiofrequenze, non è necessariamente identico ad un altro,  la variazione dei parametri appena descritti, fanno la differenza tra i vari macchinari. Per questo motivo, esistono aziende medicali, che hanno brevettato il loro macchinario, proprio perché unico nel suo genere. La peculiarità di un trattamento che usa le radiofrequenze per il ringiovanimento cutaneo è quella di contrastare il fisiologico invecchiamento cutaneo, con risultati istantanei e duraturi e senza le possibili complicanze o i tempi di recupero della chirurgia. E’ la tecnologia non invasiva per eccellenza per il contrasto dell’ipotono cutaneo. Ovviamente esistono macchinari più o meno validi, con effetti apparentemente simili tra loro, ma in realtà con profonde differenze. Se i parametri sopra indicati non sono ben impostati, si rischia di avere un effetto troppo superficiale e quindi di surriscaldamento del derma che provoca un momentaneo miglioramento ma un peggioramento nel lungo termine. La maggiore profondità di azione di alcuni macchinari che utilizzano radiofrequenze, invece, assicurano quell’effetto di autoinduzione di collagene che rappresenta una vera e propria terapia medica di ripristino del tessuto connettivo. Ed è questa la terapia vincente nella CURA della degenerazione e dell’invecchiamento cutaneo.

Dott.ssa Emanuela Giannuzzo

Laureata in medicina e chirurgia

Specializzata in Medicina estetica e Nutrizione Clinica

Medico abilitato alla Professione di Medico di Medicina Generale

Medico abilitato alla urgenza ed Emergenza territoriale

MEDICO DI FAMIGLIA CONVENZIONATO CON SSN

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