Il duro confronto pubblico tra l’avvocato Fabio Speranza e il consigliere comunale Francesco Cannalire sul lodo arbitrale relativo al raccordo ferroviario di Tuturano conferma una cosa molto chiara: al di là delle contrapposizioni politiche e delle reciproche ricostruzioni, chi continua a pagare il prezzo di questa vicenda è la città di Brindisi.
Nel rispetto delle posizioni espresse da entrambe le parti, ritengo però che sia arrivato il momento di affrontare il problema vero, senza propaganda e senza tentativi di scaricare responsabilità. Non è più tollerabile che il Comune di Brindisi continui a trovarsi esposto a contenziosi milionari nati da procedure, appalti e gestione amministrativa che oggi mostrano tutte le loro fragilità.
La vicenda del raccordo ferroviario di Tuturano deve rappresentare un punto di svolta. Perché non è umanamente pensabile che un Ente pubblico venga trascinato per anni dentro controversie di questa portata, con richieste economiche enormi e con il rischio concreto che a pagare siano sempre i cittadini.
Da questo confronto emerge un dato che deve far riflettere tutti: da una parte si evidenziano criticità tecniche e amministrative maturate nel tempo; dall’altra vengono richiamati ritardi organizzativi e difficoltà operative nella gestione della difesa dell’Ente. Ecco perché oggi non serve alimentare tifoserie politiche. Serve invece il coraggio di aprire finalmente una revisione seria di tutto il sistema legato ai contratti pubblici, agli appalti e alla gestione del contenzioso comunale.
Proprio oggi, durante la commissione consiliare, ho voluto evidenziare il grande lavoro svolto dai professionisti interni del Comune, dal dirigente avvocato Mario Marino Guadalupi agli avvocati della civica avvocatura. Brindisi possiede professionalità di assoluto valore e ritengo sia arrivato il momento di investire con decisione sulla struttura interna dell’Ente, rafforzandola e mettendola nelle condizioni di seguire direttamente i procedimenti più delicati e strategici.
Su questo punto bisogna essere chiari: contenziosi di milioni di euro, che incidono pesantemente sulle casse comunali e sul futuro della città, devono essere gestiti prioritariamente dalla struttura interna dell’Ente, evitando affidamenti esterni che spesso interrompono continuità, conoscenza storica degli atti e coordinamento amministrativo. La civica avvocatura deve diventare il perno centrale della tutela legale del Comune, soprattutto nelle controversie più importanti.
Perché una vicenda di questa importanza non può arrivare a essere affrontata negli “ultimi quattro giorni”, come riportato nella stessa nota dell’avvocato Speranza. Un contenzioso di questa portata richiede organizzazione, pianificazione, continuità difensiva e piena conoscenza dell’intero percorso amministrativo sin dall’inizio.
La politica ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità fino in fondo. Ma ha anche il dovere di impedire che simili situazioni si ripetano ancora. La gente è stanca di vedere il Comune coinvolto in contenziosi enormi, spesso legati a problemi che si trascinano per anni e che finiscono inevitabilmente per gravare sulla collettività.
I cittadini chiedono una sola cosa: tutela rigorosa delle risorse pubbliche, trasparenza amministrativa e una macchina comunale finalmente capace di prevenire i problemi invece di rincorrerli quando ormai esplodono.
Brindisi merita una gestione più forte, più organizzata e più responsabile.
Roberto QuartaConsigliere Comunale











































