Pubblico a spasso per le vie della Roma degli anni ’50. “Che meraviglioso teatro” esclamano gli attori!

BRINDISI – Il pubblico del Nuovo Teatro Verdi, per una sera, ha vissuto anch’esso le proprie ‘vacanze romane’, proiettato nella magica atmosfera della Roma degli anni ’50, antesignana di quella della ‘Dolce vita’ raccontata da Federico Fellini.
Il regista Wyler sdoganò sul grande schermo americano le bellezze di Roma, oltre che la mitica Vespa Piaggio, sulla quale Audrey Hepbourn e Gregory Peck – che interpretavano rispettivamente una principessa in ‘tour diplomatico’ per le capitali europee ed un giornalista – viaggiarono romanticamente per le vie della città eterna.

La trama di quel film è stata aggiornata e riadattata per lo spettacolo teatrale diretto da Luigi Russo, ma non ha perso l’anima trasognante del racconto, che narra per l’appunto di una principessa di nome Anna tediata dalla sua vita – confinata com’è tra le mura di lussuose sale – che conosce il mondo e l’amore grazie ad un casuale incontro con un giornalista romano, il quale per interesse prima, e per amore poi, regala alla principessa una vacanza romana che si rivelerà indimenticabile per entrambi.
L’eccellente scenografia e le efficaci videoproiezioni hanno offerto al pubblico un viaggio di oltre 2 ore all’interno di una Roma incantata, in procinto di conoscere il miracolo economico del dopoguerra, culminato negli anni ’60.
La sceneggiatura ci consegna una fiaba romantica senza tempo, degna delle storie di Walt Disney: non a caso, ad interpretare la principessa Anna, è stata chiamata Serena Autieri, doppiatrice della regina Elsa di Frozen, cartone animato ideato proprio dalla Walt Disney Pictures. La fantastica voce dell’attrice e cantante napoletana si attaglia perfettamente ad un musical, e riesce a rendere credibile e carismatico come poche il personaggio della principessa. La Autieri è una delle voci più soavi del panorama italiano, e la sua grazia, unita alla straordinaria bellezza dei suoi occhi, consegnano al pubblico una vera principessa.

Al suo fianco, nelle vesti del giornalista del Messaggero Gianni Velani, c’è Attilio Fontana, conosciuto dal grande pubblico grazie alla trasmissione ‘Tale e Quale Show’. L’attore romano è apparso efficace nell’interpretazione del ‘guascone’ giornalista; meno, probabilmente, nel cantato, dove il confronto con la Autieri sopraggiunge purtroppo impietoso.



Ottimi i tempi di battuta messi in mostra da Gianluca Bessi, nei panni del fotografo Otello, socio ed amico del giornalista. Buona anche la performance di Laura Di Mauro, fidanzata di Otello ed amica improvvisata della principessa Anna, che non ha sfigurato nei duetti con la Autieri. Menzione d’onore, poi, per la veterana Fioretta Mari, che nelle poche battute riservatele ha mostrato tutta la sua classe e la sua vena ironica.
Così, tra repentini cambi di costume, coreografie realizzate da un corpo di ballo davvero gradevole, deliziose musiche composte da Cole Porter (il maestro dello swing) e da Armando Trovajoli a scandire le scene, lo spettacolo scorre senza mai tediare, conservando una tensione emotiva e garantendo quella leggerezza di fondo tipica dei musical.
Al pubblico è stato offerto lo spunto per abbozzare un parallelismo tra la Roma dei giorni nostri, soffocata e deturpata dalle brutture della società contemporanea, e quella della ‘grande bellezza’ raccontata attraverso la macchina da presa dei registi di quegli anni passati che, forse, mai più torneranno. Non casuale, al riguardo, il riferimento, nel corso dello spettacolo, a ‘Mafia Capitale’.
Alla fine applausi a scena aperta da parte del pubblico, che ha particolarmente gradito la messa in scena. Gli attori, a loro volta, si sono mostrati entusiasti del pubblico e del teatro, definito da Fioretta Mari ‘meraviglioso’. Il tutto, ad una sola settimana di distanza dallo sfogo di Haber: la verità, come sempre, sta nel mezzo.

Andrea Pezzuto
Redazione




1 COMMENTO

  1. Mi complimento con Andrea Pezzuto per l’ottima recensione. Spettacolo superbo, si sentiva …aria di Sistina ( ma quella indigena, e cioè quella condizionata tenuta chissà perché a temperature africane, è insuperabile: non si trova in nessun teatro del mondo! )

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