In qualità di difensore dei familiari di Paolo Stasi, costituiti parte civile nel processo per la sua uccisione, ritengo doveroso esprimere una valutazione improntata al massimo rispetto della decisione della Corte d’Assise d’Appello di Lecce.
Non intendiamo commentare il trattamento sanzionatorio conseguente al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, trattandosi di una valutazione sostanzialmente discrezionale e riferita a un profilo accessorio della decisione.
Ciò che, invece, riveste per i familiari di Paolo Stasi particolare importanza è che la Corte abbia confermato l’impianto accusatorio nella sua essenza, riconoscendo la responsabilità di Christian Candita, in concorso con Luigi Borracino, per l’omicidio di Paolo Stasi e confermando altresì la sussistenza delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, aspetti sui quali le parti civili hanno sempre sostenuto con fermezza le proprie ragioni.
Questo è l’aspetto che più ci premeva sin dall’inizio del processo, unitamente alla insussistenza di qualsiasi profilo di responsabilità in capo ad Annunziata D’Errico, già irrevocabilmente accertata all’esito del precedente grado di giudizio.
Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, ma possiamo affermare sin d’ora che, sul piano dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità, la decisione odierna rappresenta un’ulteriore conferma del percorso di verità ricostruito nel corso del processo.
Avv. Domenico Attanasi











































