Prosegue davanti al Tribunale di Brindisi il processo nato dall’inchiesta “Colemi”. Imputato principale è Salvatore Buccarella, indicato dagli inquirenti come storico esponente della Sacra Corona Unita e accusato di associazione mafiosa. A processo anche Pietro Guadalupi, ex presidente del Consiglio comunale di Brindisi e imprenditore di Tuturano, accusato di concorso in un’estorsione. Guadalupi ha sempre respinto le contestazioni, sostenendo di aver agito per timore e non per connivenza. Nel corso dell’udienza il collegio ha affidato alla perita Emilia Casavola l’incarico per la trascrizione delle conversazioni intercettate agli atti dell’indagine. Novanta i giorni per il deposito della perizia. I difensori di Buccarella si sono riservati sulla nomina di un consulente, mentre la difesa di Guadalupi ha nominato Anna Greco. Secondo l’accusa, alcune delle intercettazioni riguarderebbero presunte attività estorsive e ipotesi di azioni intimidatorie attribuite alla frangia dei cosiddetti “tuturanesi” della Sacra Corona Unita. Tra gli episodi contestati anche una presunta estorsione da 500 euro ai danni di un imprenditore, nella quale, secondo la Procura, Guadalupi avrebbe avuto un ruolo di supporto. Sarà ora la perizia sulle intercettazioni uno degli elementi al centro del confronto tra accusa e difese. La prossima udienza è fissata per il 12 novembre, quando sarà ascoltata la persona offesa nell’episodio estorsivo.












































