Un investimento da 60 milioni di euro nel settore della nautica con una potenziale ricaduta occupazionale stimata in circa 1.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Sono i numeri del Polo nautico “Brundisium”, il progetto presentato questa mattina a Palazzo Nervegna durante una conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli della richiesta di concessione di alcune aree portuali necessarie alla realizzazione dell’iniziativa.
A spiegare il progetto è stato Giuseppe Meo, amministratore del polo, che ha sottolineato come questa fase rappresenti un ulteriore passo avanti rispetto a quanto già presentato nei mesi scorsi, anche alla presenza degli investitori.
“Abbiamo già illustrato il progetto – ha dichiarato – ma oggi compiamo uno step in più. Dopo il confronto con il Mimit sull’accordo di programma, era necessario individuare le aree e ottenere la disponibilità dell’Autorità portuale rispetto all’investimento”.
Il Polo nautico ha avanzato la richiesta per la concessione di un’area di circa quattro ettari nella zona di Capobianco, considerata strategica per la presenza di uno specchio d’acqua e per la possibilità di collegamento diretto con il mare.
“La nautica oggi ha bisogno di spazi sul mare – ha evidenziato Meo – ed era quindi un passaggio indispensabile per proseguire nel percorso avviato”.
Determinante, in questa fase, sarà la risposta dell’Autorità di sistema portuale e il sostegno delle istituzioni del territorio. “Non possiamo permetterci di perdere opportunità come questa”, ha aggiunto, facendo riferimento anche ad altre realtà portuali del Sud che hanno già attratto investimenti nel settore.
Il piano industriale prevede due fasi di sviluppo, per un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro. Oltre alla parte produttiva, sono stati già avviati percorsi di formazione professionale, con l’obiettivo di creare competenze specifiche e favorire l’occupazione locale, soprattutto tra i giovani.
In passato erano emerse alcune perplessità sull’utilizzo dell’area di Capobianco, legate in particolare alla presenza della zona franca doganale. Secondo Meo, tuttavia, non si trattò di un vero diniego:
“L’Autorità portuale, guidata dal presidente Ugo Patroni Griffi, aveva espresso una valutazione positiva, subordinata però alla condivisione con le altre istituzioni coinvolte”.
Il progetto prevede la realizzazione di quattro stabilimenti produttivi delle aziende che fanno parte del polo, con la possibilità di attrarre ulteriori investitori nel comparto nautico. Tra le produzioni previste figurano yacht a vela, imbarcazioni a motore e catamarani.
“La nautica sta crescendo anche nelle dimensioni delle imbarcazioni – ha spiegato Meo – e richiede spazi sempre più ampi. In questo scenario l’Adriatico può diventare un bacino strategico e sicuro anche in un contesto internazionale complesso”.
L’avvio concreto dell’investimento resta comunque legato alla concessione delle aree portuali e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie. Esclusa invece l’ipotesi alternativa della colmata di Boccadimare Est, giudicata non adeguata per dimensioni e per la presenza di altri progetti già programmati.
Secondo i promotori del polo, inoltre, il ridimensionamento del progetto eolico offshore previsto nell’area di Capobianco potrebbe facilitare definitivamente lo sviluppo dell’iniziativa nautica.












































si va beh, manco nei film fantasy