Piscopiello (Art. 1): “Il lavoro in nero è una piaga o è un ammortizzatore sociale ‘legale’?”

Il problema occupazionale è il vero grande problema del paese, risolto il quale potrebbe elevarsi il livello di benessere di un gran numero di italiani. Una buona parte verrebbe fuoridalla povertà, risolverebbe numerose ed “invisibili”  emergenze familiari. Un’ altra parte inizierebbe a programmare il proprio futuro mettendo su famiglia, acquistando la prima casa. Ogni cittadino avrebbe la dignità che gli spetta, quella vera scritta e garantita dalla Costituzione enon  quella sbandierata da uno slogan.

Lo Stato o le Regioni, ognuno per le proprie competenze, hanno l’obbligo di garantirequesto diritto a tutti. Se così non è,ogni rappresentante eletto è poco credibile. E’ il lavoro la vera sfida per ogni classe politica che si propone come dirigente. La disoccupazione oggi è una piaga checolpisce ogni ceto sociale, ogni famiglia. E’ sfuggito a questa piaga solo chi ha avutola “fortuna” o le “capacità” di entrare in una pubblica amministrazione, unico datore di lavoro che sinora non è fallito e non ha licenziato i propri dipendenti.

Molti italiani, adonor del vero, il diritto al lavoro se lo garantiscono da soli. C’è chi riesce a mettersi in proprio ed a concretizzare il proprio lavoro autonomo aprendo la Partita Iva, iscrivendosi alla Camera di Commercio ed agli enti previdenziali. Nel tempo diventa anche datore di lavoro iniziando un percorso in salita che molte volte si interrompe per le pressioni fiscali e contributive di quello stesso Stato o quella stessa Regione che avrebbero dovuto aiutarlo.Molti son costretti ad abbandonare l’impresa ed a ritornare nell’infinito mondo delle arti e dei mestieri e delle professioni che risulta più conveniente svolgere “in nero”.

In questo mondo c’è di tutto, dalle baby-sitter agli assistenti per gli anziani, dagli elettricisti ai muratori, dagli autoriparatori ai fabbri, dai parrucchieri alle estetiste, dai pescatori agli agricoltori, dai panificatori ai commercianti ambulanti di ogni cosa. Un mare di lavoro svolto da uomini e donne che altrimenti non avrebbero un minimo reddito ed un minimo di dignità. Non basta un sussidio a dare dignità ad un essere umano.

E’ verso questo tipo di platea che deve rivolgersi l’attenzione della nuova classe politica. E’ necessario proporre leggi che favoriscano la nascita di posti di lavoro “legali”. Le strutture pubbliche, in primis i Centri per l’Impiego devono attrezzarsi per dare supporto, consulenza, assistenza verso chi cerca un lavoro per la prima volta olo cerca perché lo ha perso, oppure cerca soluzioni per crearsene uno nuovo  da solo o con eventuali “colleghi” disoccupati.

L’ARPAL è stataistituita con la Legge Regionale n. 29 del 29 giugno 2018 che ha per titolo “ Norme in materia di politica regionale dei servizi per le politiche attive del lavoro e per il contrasto al lavoro nero ed al caporalato”. Ad un anno di distanza, proprio pochi giorni addietro, ha pubblicato il piano delle performance 2019. Nulla di nuovo arriverà nel breve periodo, a nostro modesto avviso, perché la platea di disoccupati ed inoccupati si gonfia anche dei nuovi neodiplomati. Deve segnalarsi, nello stesso tempo, un primo cenno di attività e di trasparenza nella diffusione delle opportunità di avviamento a selezioni di alcune unità lavorative.

Sul sito di ARPAL si può notare, infatti, la selezione di “addestratori per animali” e di “braccianti agricoli” presso il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Martina Franca. Un primo buon esempio a cui dovranno rifarsi obbligatoriamente  sia le pubbliche amministrazioni che le aziende private. I Centri per l’Impiego dovrannoessere potenziati con personale qualificato per la massima diffusione di notizie peroccasioni di lavoro  a tutti i beneficiari. E’ necessaria una “apertura al pubblico” in grado di garantire l’accesso a tali informazioni anche a chi dispone di strumenti informatici come glismartphone ma non dispone di doti informatiche  sufficienti a  “scovare” un posto di lavoro nei meandri dei siti che li mettono a disposizione.

Articolo Uno cerca di dare una mano in tal senso.  Per approfondire l’argomento sulle novità introdotte dalla nuova Agenzia Regionale per il Lavoro e su come è cambiata la modalità di ricerca del lavoro con le nuove Agenzie private, incontrerà tutti coloro che sono interessati ad elaborare proposte da inoltrare all’Assessore Regionale al Lavoro ed al Commissario dell’ARPAL  lunedì 24 alle 20.00 presso la sede di Via Grazia Balsamo 79.

Teodoro Piscopiello – Componente Coordinamento ARTICOLO UNO Brindisi

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