Piano riordino ospedaliero: “E’ in gioco la salute dei cittadini ed il destino dei lavoratori”

BRINDISI – Si parla tanto – e ormai da tempo – del riordino ospedaliero della provincia di Brindisi (e dell’intera Regione tutta, ndr), in teoria già ‘soluzione’ paventata sin dagli anni 2000, con l’allora Governatore della Puglia Raffaele Fitto.

Tralasciando la scellerata considerazione di qualche mese fa di accorpare alcuni reparti di Brindisi a Lecce, in questi ultimi tempi è Emiliano il Fitto di turno. Alcuni ospedali hanno già chiuso ed altri, probabilmente, faranno la medesima sorte. In pratica, è su questi punti che si è discusso ieri pomeriggio, presso la sala Marino Guadalupi a Palazzo di Città del capoluogo, in un convegno promosso da Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi di Riccardo Rossi, a cui hanno partecipato Fulvio Picoco, psichiatra; Mino Borracino, consigliere regionale Sinistra Italiana; Tommaso Fiore, gruppo operativo regionale Sinistra Italiana (nonché ex assessore regionale alla sanità nell’amministrazione Vendola, ndr).

Non nasconde preoccupazione Riccardo Rossi, in netta contrapposizione, dunque, con Michele Emiliano: “Siamo molti preoccupati di questo riordino – ha dichiarato il consigliere comunale – che ricalca la via nazionale delle spending review, ossia tagliere i servizi ai cittadini. Sostanzialmente vengono chiusi tre ospedali della provincia di Brindisi (quello più vicino a noi è quello di San Pietro Vernotico)riccardo-rossi e questo comporterà un carico eccessivo sul Perrino, già nell’attuale situazione è sottodimensionato (numero letti e numero abitanti è inferiore, ndr). Pensiamo che un piano riordino ospedaliero non possa essere solo un taglio di risorse, ma occorre mettere fine agli sprechi ed alla corruzione e potenziare i servizi territoriali. Se si pensa ad un riordino, bisogna contemporaneamente creare una casa della salute, una struttura territoriale, all’interno della quale i cittadino possono trovare una prima risposta alla domanda di salute. Questo piano di riordino, invece, prevede solo chiusure”.

Rimarca il problema Tommaso Fiore. Che punta il dito anche contro una mancanza di democrazia: “Rimane un problema molto serio – fa eco a Rossi, l’esponente del gruppo operativo regionale Sinistra Italia – cioè, quando si fanno i piano di riordino, bisogna colloquiare non solo con i tecnici ma anche con le persone che lavorano all’interno della strutture e con i territori, quindi con i sindaci. Questo tipo di colloquio non c’è stato e rimane un vulnus all’organizzazione democratica dell’intera regione e su questo abbiamo concentrato le nostre critiche”. riordino-ospedali-2

“Noi siamo per la sanità pubblica – è intervenuto il dottor Fulvio Picoco – e questo piano di riordino dà ampio spazio, invece, a quella privata”. Ma questo è un problema che tocca anche la categoria dei medici: “Per quando mi riguarda, non sono affatto d’accordo – ha proseguito lo psichiatra – sulla riduzione a tre ospedali nella provincia di Brindisi, tenendo anche conto del decreto ministeriale 70 del 2015, il quale prevede che ci debba essere un ospedale di base ogni 80.000/150.000 abitanti, quindi, c’è una sorta di ‘interpretazione‘ limitativa rispetto alla rete ospedaliera. Se un cittadino avente bisogno di cure e che vive nella zona di Cellino o San Donaci, per arrivare al primo ospedale vicino, non impiega meno di 30 minuti; un tempo a rischio salute, dunque”.

Un piano riordino, quindi, che fa più discutere che riappacificare. La salute dei cittadini non un è opzional politico, ma una delle tante priorità assolute sulla quale intervenire nella più totale salvaguardia.

Tommaso Lamarina
Redazione

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